Gli effetti del decreto Sicurezza di Piantedosi: 174 persone in fermo preventivo, città comunque a ferro e fuoco

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A cura di Luca Pons
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Il governo Meloni si riunisce nel vertice dopo gli scontri a Milano: la maggioranza valuta come rispondere sul piano legislativo. Può scattare un nuovo decreto che renda subito effettive alcune parti del ddl Sicurezza. Quello varato a febbraio, però, non ha evitato i disordini.

Nella giornata di ieri, a Milano, le forze di polizia ufficialmente hanno fermato e accompagnato in Questura 271 giovani. Tra di loro, 220 – più di quattro su cinque – erano minorenni. Gli italiani erano 211. E 174, come si è curata di precisare la Polizia nel proprio comunicato, sono state portate in Questura grazie alla nuova norma sul fermo preventivo, introdotta dal decreto Sicurezza approvato quest'anno a febbraio e convertito in legge ad aprile.

Da circa sei mesi, insomma, è in vigore una legge che permette di fermare preventivamente persone che possono rappresentare un pericolo per l'ordine pubblico: gli agenti possono intercettare queste persone prima delle manifestazioni e trattenerle fino a 12 ore, a meno che un magistrato non imponga di interrompere il fermo perché non ci sono gli estremi di legge. Così come sono in vigore reati, aggravanti e strette previste da quello e dai precedenti decreti che sono intervenuti sul tema. Eppure, anche con 174 persone bloccate in fermo preventivo – perché "alcuni" erano "incappucciati" e avevano mostrato "il chiaro intento di creare disordini", come ha spiegato la Polizia – i disordini ci sono stati lo stesso.

Ora il governo Meloni è tornato a spolverare le varie proposte di legge per introdurre nuovi reati e punire chi manifesta in modo violento. L'attenzione si concentra soprattutto sui minorenni. Così, già da ieri la Lega è tornata a spingere per restrizioni ulteriori. Fratelli d'Italia chiede di punire con il reato di associazione a delinquere chi si organizza ("anche in modo occasionale") per scendere in piazza e creare disordini. Forza Italia vuole accelerare sulle norme che rendono imputabili ragazzini e ragazzine sopra i 14 anni.

La prima sintesi si farà oggi, nel vertice convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Dopo quattro anni di governo e numerosi decreti ‘Sicurezza', evidentemente non efficaci nell'evitare violenze, l'esecutivo vuole rispondere ancora una volta con una stretta.

Come vuole rispondere il governo Meloni: un nuovo decreto Sicurezza

L'idea che sembra avere più sostenitori, in ambienti di governo, e su cui la Lega fa particolare pressione, è quella di accelerare i tempi del ddl Sicurezza. Il disegno di legge era stato varato questa estate, dopo un lungo lavoro di limatura chiesto anche dal Quirinale, ma per adesso è fermo in Parlamento.

Uno degli articoli più discussi del ddl estende il fermo preventivo ai minorenni anche in situazioni di movida. In particolare, la norma applica il fermo anche ai "luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone", come appunto le aree di movida giovanile.

Per entrare in vigore, però, il disegno di legge deve completare l'iter legislativo. Che, trattandosi di materie molto delicate e controverse, non potrà essere breve. L'approvazione non è prevista prima di febbraio-marzo del prossimo anno. Il governo ha bisogno di un intervento immediato da mettere sul tavolo e mostrare agli elettori. L'idea sarebbe, quindi, di trasformare alcuni passaggi del ddl Sicurezza in un decreto legge. Il vantaggio sarebbe che le norme sarebbero subito efficaci, e il Parlamento avrebbe poi due mesi al massimo per approvarle con eventuali modifiche.

Tra gli altri passaggi che potrebbero essere ‘ripescati' dal disegno di legge e inseriti nella corsia veloce del decreto c'è la procedibilità d'ufficio per lesioni a pubblico ufficiale (che andrebbe applicata esplicitamente anche ai minorenni). Ma anche il divieto di aggregazione per chi ha dei precedenti, anche con condanne non definitive o avvisi orali della Questura.

In più, c'è un'aggravante per il reato di danneggiamento se commesso in gruppo: se ci sono almeno cinque persone, scatterebbero fino a cinque anni di carcere e 15mila euro di multa. Per questo reato si potrebbe applicare anche l'arresto in flagranza differito. Il danneggiamento è un reato che il governo ha già modificato, rendendolo più pesante, in due occasioni nel corso della legislatura. Sembra evidente che fino ad oggi non abbia avuto effetti deterrenti, ma l'esecutivo vuole insistere.

Le altre ipotesi, dai taser all'associazione a delinquere

Quella di velocizzare alcune parti del ddl Sicurezza, come detto, è una delle ipotesi che circolano di più nella maggioranza. Ma non è l'unica. Negli ultimi due giorni sono arrivate proposte diverse da vari esponenti del centrodestra.

Matteo Salvini, ad esempio, ha riproposto ancora una volta la cauzione da far pagare a chi organizza cortei e manifestazioni. Sarebbe un modo per scaricare sui privati i costi di eventuali danneggiamenti. Ma allo stesso tempo, come diversi costituzionalisti hanno già sottolineato, restringerebbe il diritto di manifestare solo a coloro che hanno le possibilità economiche di versare la cauzione. Salvini ha chiesto anche "maggiore libertà d'azione" per gli agenti, sempre "nel rispetto dei codici", citando strumenti come "taser" e più "potenza degli idranti".

Secondo il Giornale, all'interno della maggioranza ci sarebbe anche chi pensa di "rispolverare vecchie norme degli anni caldi", come la dotazione di proiettili di gomma per le forze di polizia. Altre possibile iniziative, poi, riguardano la presenza di militari nelle strade. Da Fratelli d'Italia, il responsabile per il programma Francesco Filini ha chiesto alla sinistra di sottoscrivere la proposta di "estendere il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana". Infine, da Forza Italia Antonio Tajani ha chiesto di procedere con arruolamenti più rapidi e velocizzare le norme che rendono più semplice imputare i minorenni oltre i 14 anni, soprattutto nei casi di devastazione e saccheggio.

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