Mohammed Merah è morto: 30 ore di assedio a Tolosa

E' durato quasi 30 ore l'assedio a Mohamed Merah, l'autore della strage di Tolosa. Il 23enne è morto qualche minuto fa, ponendo fine ad una notte particolarmente lunga. Il blitz era stato avviato ieri sera, almeno nelle sue fasi preliminari, con una serie di esplosioni atte ad intimidire l'omicidia e a far saltare porte e finestre. Contrariamente a quanto previsto, tali operazioni erano durate per tutta la notte, ed il silenzio di Mohamed aveva fatto pensare al suicidio. Il ragazzo, però, aveva fatto sentire per l'ultima volta la propria voce questa mattina, dicendo: "Voglio morire con le armi in pugno". Più volte il 23enne aveva rivendicato i suoi ultimi crimini, dalla strage di Tolosa, dove aveva ucciso 4 persone all'ingresso di una scuola ebraica, all'omicidio dei militari francesi, senza esitazioni e senza rimpianto alcuno.

30 ore di assedio – Pochi minuti fa nel quartiere di Cote Pavée è stato possibile udire una lunga sequenza di spari. Le teste di cuoio francesi erano entrate, finalmente, nell'appartamento in cui era rinchiuso Mohamed Merah, utilizzando anche gas paralizzanti. Nel corso del blitz, tre poliziotti sarebbero rimasti feriti, tra questi, uno è in gravi condizioni. Le immagini della diretta da Tolosa ci mostrano ambulanze e camion dei poliziotti che lasciano, dopo 30 ore, l'edificio di rue Sergent Vignè: la zona era stata evacuata e la polizia francese aveva tagliato la fornitura elettrica e il gas.

L'ultima sparatoria – Sul luogo sono presenti anche Claude Gueant, ministro dell'Interno francese, e Francois Molins, procuratore di Parigi. La notizia della morte è confermata, oltre che dai principali media francesi, anche dall'Eliseo. Non appena entrati in casa, gli agenti hanno fronteggiato Mohamed, che non aveva esitato a sparare. Dopo aver ferito 3 poliziotti, il ragazzo aveva cercato di darsi alla fuga continuando a sparare, ma era stato raggiunto a sua volta da una serie di colpi.

UPDATE: Mohamed Merah è stato trovato morto sull'asfalto. E' quanto sostenuto dal ministro dell'Interno francese Claude Gueant. Il 23enne sosteneva che non si sarebbe arreso, così i poliziotti avevano fatto irruzione nell'appartamento. La reazione del killer è stata violenta, dopo essersi nascosto in bagno ha continuato a sparare, prima di gettarsi dalla finestra con un kalashnikov tra le mani.