Nuova tragedia dell'immigrazione nel Mar Egeo. Dopo il doppio naufragio di ieri nel quale si sono contate almeno 16 vittime, oggi altre sei persone, fra cui tre bambini, sono morte in due distinti incidenti nelle acque greche. Il primo incidente è avvenuto al largo dell'isola di Kastellorizo: una nave battente bandiera americana è riuscita a trarre in salvo 11 profughi da un barcone alla deriva a soli tre chilometri dalla costa meridionale della Turchia. Quattro persone sono morte, tra cui due bambini. Un uomo è ancora disperso. Vicino a Farmakonisi, è stato invece rinvenuto il corpo di un bambino di otto anni che viaggiava con i genitori su un barcone con 110 altri migranti. Secondo la versione che i genitori hanno dato alla guardia costiera locale, il piccolo sarebbe finito in mare nel corso della traversata e quando sono riusciti a recuperarlo dall'acqua ormai era privo di sensi, perché annegato.

Slovenia, nuova rotta dell'immigrazione

Resta assai problematica la situazione sul fronte terreste in merito all’immigrazione. L'Ungheria ha chiuso la frontiera di Zakany con la Croazia ai profughi “illegali". Il governo di Budapest ha annunciato che potranno entrare soltanto i richiedenti asilo. Altri due posti di frontiera, a Beremend e Letenji, restano aperti per il passaggio di coloro che sono muniti dei documenti necessari o dei visti. Il flusso di migliaia è stato dirottato verso la Slovenia, dove sono già arrivate seicento persone. Una parte di loro, circa 250, è stata immediatamente dirottata verso l'Austria. Nella sera è poi giunto in Slovenia un treno che trasportava 1.800 profughi: circa 600 di loro sono stati trasportati nel Paese in autobus, gli altri via ferrovia. Anche per loro, dopo la registrazione nei centri di raccolta sloveni, è previsto il trasferimento in Austria.