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26 Luglio 2017
16:54

Messico, il macabro rito di iniziazione dei narcos: mangiare carne umana

La crudeltà dei narcos messicani non conosce limiti: due adolescenti sono stati costretti a cibarsi di carne umana per entrare a far parte del Cartello di Jalisco Nueva Generación, una delle organizzazioni criminali più sanguinarie. In Messico, nei primi mesi dell’anno gli omicidi sono stati oltre 12.000, un vero e proprio bollettino di guerra.
A cura di Mirko Bellis
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Giovani sicari dei narcos messicani
Giovani sicari dei narcos messicani

Obbligati a mangiare carne umana in un macabro rito di iniziazione per far parte dei narcos. E’ l’agghiacciante particolare emerso dopo mesi di indagine della polizia messicana. Nello Stato meridionale di Tabasco, due adolescenti di 16 e 17 anni, arrestati nell'ambito di un'operazione contro il potente Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNJ), hanno confessato di essere stati costretti a mangiare i corpi di una delle loro vittime. Il 13 luglio, nel corso di un conferenza stampa, il procuratore generale dello stato di Tabasco, Fernando Valenzuela Pernas, ha confermato che i due giovani integranti della banda criminale, dopo l’uccisione di due uomini, hanno praticato il cannibalismo. "I due giovani – ha dichiarato il magistrato – hanno avuto un duplice ruolo: da un lato sono stati carnefici perché abbiamo le prove della loro partecipazione nei crimini, e dall'altro – riferendosi agli atti di antropofagia – sono stati obbligati a commettere simili atrocità”.

Le indagini che hanno portato all'arresto dei componenti del temibile cartello della droga sono partite in maggio, quando un gruppo di sicari a bordo di potenti motociclette fece irruzione nel concessionario di automobili “Autos Aladino” a Villahermosa, la capitale di Tabasco. In meno di 15 minuti i narcos fecero una carneficina. Le telecamere di sicurezza del concessionario rivelarono come i criminali decapitarono tre delle cinque vittime dell’attacco. Altre due furono sgozzate. Prima di andarsene, gli assassini lasciarono la “firma” del cartello Nueva Generación: le tre teste furono lasciate sopra una coperta con un messaggio di avvertimento per le altre organizzazioni criminali.

Il 26 maggio, un nuovo omicidio: a poca distanza da una scuola dell’esercito, lungo una strada statale che collega la capitale, venne rinvenuto il cadavere di un ventenne tagliato a pezzi. Assieme ai resti c’era un messaggio: “Questo mi è successo per essere un tirchio e non aver pagato la mia parte…Gli Zeta, Cartello del Golfo (altre due potenti gang di narcos, ndr) e chiunque li aiuti faranno la stessa fine. E’ iniziata la pulizia”, concludeva l’inquietante minaccia. La Forza mista di rapido intervento (Frim) – un’unità speciale composta da esercito e polizia per lottare contro il narcotraffico – cominciò ad indagare e scoprì che non c’era quasi traccia di sangue nelle parti del corpo lasciate dagli assassini stabilendo così che dovevano essere state congelate. Tre giorni dopo il macabro ritrovamento, le forze speciali messicane, grazie ad una soffiata, fecero irruzione in un ranch poco distante. Dopo un conflitto a fuoco arrestarono 12 persone, tutte integranti del Cartello di Jalisco Nueva Generación, e identificate come i responsabili del massacro nel concessionario. Tra i criminali c’erano anche i due adolescenti che hanno confessato l’orribile rito di iniziazione al quale sono stati sottoposti. Le indagini hanno dimostrato che alcune parti del corpo della vittima erano state conservate nel congelatore in uno dei covi della banda. I due minorenni – secondo quanto riportato da El País – hanno prima torturato l’uomo, tagliandolo a pezzi e, dopo averlo ucciso, ne hanno mangiato la carne. Una fonte della procura incaricata del caso ha confermato al quotidiano spagnolo che in quel momento i due piccoli criminali erano sotto l’effetto di droghe. Secondo le autorità messicane, durante l’interrogatorio i due non hanno mostrato alcun rimorso per quello che avevano fatto.

La guerra dei narcos: un bollettino di guerra

Il Messico vive ormai da anni sotto la costante minaccia dei cartelli della droga. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Nazionale Cittadino (Onc) solo nello Stato di Tabasco tra l’aprile del 2016 e marzo di quest’anno ci sono stati 312 omicidi. Nei primi sei mesi del 2017 hanno perso la vita in tutto il Paese oltre dodicimila persone. Un tasso di morti violente pari a quello di una nazione in guerra. Nell'escalation di violenza per conquistare sempre più potere, i narcos messicani hanno dato prova di un’efferatezza sempre maggiore. Nel dicembre del 2016, nello Stato di Michoacan, la polizia incontrò sei teste mozzate. Nel marzo di quest'anno, le autorità hanno scoperto forse il cimitero clandestino più grande del Messico: una fossa comune con più di 250 teschi umani, probabilmente vittime dei cartelli della droga nel corso degli ultimi anni.

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