Lucy muore a 17 anni in Uk, soccorsi lasciano corpo a terra per 10 ore: “Lite su chi doveva intervenire”

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Il corpo della ragazza è stato lasciato sul pavimento della sua camera da letto, in Scozia, per quasi 10 ore dai soccorritori dopo che polizia locale e sanitari hanno litigato su chi dovesse occuparsene. “Sono rimasti in strada a litigare e a creare una scenata davanti ai vicini, nel momento peggiore della mia vita” ha rivelato la madre della 17enne.

Il corpo senza vita di una studentessa britannica di 17 anni, morta improvvisamente in casa per un malore, è stato lasciato sul pavimento della sua camera da letto per quasi 10 ore dai soccorritori dopo che polizia locale e sanitari hanno litigato su chi dovesse occuparsene. La terribile storia, denunciata dai familiari della ragazza, è avvenuta la scorsa settimana e ha avuto come scenario la casa di famiglia della 17enne a Johnstone, in Scozia.

Erano stati gli stessi parenti a chiamare i soccorsi ma all'arrivo dei paramedici era troppo tardi e la ragazza è stata dichiarata morta nella sua camera. Sorprendentemente, però, oltre alla tragedia appena avvenuta, i parenti hanno dovuto subire anche l'affronto di vedere quel corpo a terra per dieci lunghe ore.

Anziché rimuovere la salma, infatti, il personale dell'ambulanza e la polizia hanno trascorso le successive nove ore e mezza a litigare se l'adolescente fosse da considerare un'adulta o una bambina e dunque quale dovesse essere il protocollo corretto e chi e come dovesse occuparsene.

"A me è stato permesso solo di sdraiarmi sul pavimento e coccolarla, ma niente di più, e anche questo solo perché non potevano più dirmi di no e io ero sdraiata fuori dalla porta della sua camera da letto" ha rivelato la madre.

La situazione si è sbloccata solo quando è arrivato un capo detective che ha immediatamente chiamato un'ambulanza privata per portare via il corpo. La madre e due dei fratelli della 17enne, che erano in casa al momento dei fatti, sono rimasti traumatizzati dalla terribile esperienza e hanno deciso di denunciare pubblicamente l'accaduto.

"Io sono crollata in ginocchio nel giardino. Piangevo e urlavo. Ero chiaramente in difficoltà ma loro sono rimasti in strada a litigare e a creare una scenata davanti ai vicini, nel momento peggiore della mia vita" ha dichiarato la donna, rivelando che solo il giorno dopo la polizia si è recata presso la casa per scusarsi e per comunicare alla famiglia che avrebbe avviato un'indagine sui fatti.

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