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29 Giugno 2022
18:24

Libia, trovati nel deserto i corpi di 20 migranti: sono morti di sete

Venti profughi sono stati trovati senza vita nel deserto libico, vicino al confine con il Ciad. I migranti sarebbero morti di sete dopo che il veicolo su cui viaggiavano è andato in panne.
A cura di Davide Falcioni
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Ennesima strage di migranti nel giro di pochi giorni: dopo quella di Melilla, in cui hanno perso la vita 37 persone, e dopo il ritrovamento di 50 persone soffocate in un Tir in Texas, oggi 20 profughi sono stati trovati senza vita nel deserto libico, vicino al confine con il Ciad. Secondo quanto rivelato da Al Jazeera, i migranti sarebbero morti di sete dopo che il veicolo su cui viaggiavano è andato in panne nel caldo infernale. Lo hanno riferito il servizio di "soccorso ed emergenza" della città di Kufra, nell'estremo sud-est del Paese.

"Il veicolo, proveniente dal Ciad, è stato trovato a 310 chilometro a sud di Kufra e a 120 chilometri dal confine ciadiano-libico", riporta una nota pubblicata insieme a un video che mostra corpi in stato di decomposizione sulla sabbia vicino al mezzo. "Pensiamo che il gruppo sia morto nel deserto 14 giorni fa poiché l'ultima chiamata da un telefono mobile localizzato nella zona è del 13 giugno", ha affermato il responsabile del servizio di soccorso di Kufra, Ibrahim Belhasan, all'agenzia Reuters.

Sempre secondo quanto emerso due dei migranti deceduti erano libici, altri si pensa siano cittadini del Ciad che attraversavo la Libia, probabilmente nel tentativo di raggiungere l'Europa. Il deserto libico, Paese nel caos dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011, è diventato negli ultimi anni un punto focale per il contrabbando di merci e l'immigrazione clandestina. Sono migliaia i migranti che ogni anno attraversano i porosi confini della Libia dal Sudan, Niger e Ciad, per venire a lavorare in questo Paese o per tentare la traversata del Mediterraneo verso l'Europa. I casi di migranti dispersi o trovati morti in mezzo al deserto sono purtroppo frequenti.

Report ONU: "Migranti torturati in Libia, donne stuprate in cambio di acqua"

Inoltre molti di quelli che riescono ad arrivare in Libia devono subire torture e abusi gravissimi, come riferito anche oggi da un nuovo dossier delle Nazioni Unite. Nel documento gli investigatori hanno stilato un elenco atroce di violenze che parla di omicidi, torture e di migranti tenuti in schiavitù, con un capitolo a parte dedicato alle donne che vengono violentate in cambio di cibo e acqua.

Nel rapporto viene affermato che i migranti che cercano di raggiungere l'Europa subiscono violenze sessuali da parte di vari trafficanti, spesso con l'obiettivo di estorcere denaro alle famiglie rimaste nei paesi di origine. "La missione conoscitiva dell'Onu ha fondati motivi per ritenere che crimini contro l'umanità siano stati commessi contro migranti in Libia". Il documento si basa su numerose testimonianze rese dagli stessi detenuti. I profughi sono detenuti in modo "arbitrario e sistematico", sono vittime di "omicidio, sparizione forzata, tortura, riduzione in schiavitù, violenza sessuale, stupro e altri atti disumani", si legge nel rapporto. Le donne migranti, anche minori, sono soggette a violenza sessuale sistematica e affermano di essere state "costrette a fare sesso in cambio di cibo o altri prodotti essenziali".

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