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23 Ottobre 2021
16:41

La Turchia espelle gli ambasciatori di 10 paesi occidentali, Erdogan: “Persone non gradite”

Il presidente turco Erdogan ha dichiarato “persona non grata” dieci ambasciatori di altrettanti paesi occidentali, tra cui Canada, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Stati Uniti, che avevano firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala, detenuto da oltre 4 anni e accusato di essere coinvolto di un fallito colpo di stato nel 2016.
A cura di Ida Artiaco
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Il presidente della Turchia.
Il presidente della Turchia.

Dieci ambasciatori occidentali in Turchia, che avevano firmato un appello per la liberazione del filantropo anti-Erdogan Osman Kavala, detenuto da oltre 4 anni, saranno dichiarati "persona non grata", espressione latina utilizzata in gergo diplomatico che significa "persona non gradita". Lo ha annunciato lo stesso presidente turco, aggiungendo: "Vanno a coricarsi, si svegliano e pensano a Kavala. Kavala è il rappresentante turco di Soros. Dieci ambasciatori si recano al ministero degli Esteri per lui: che impudenza!. Impareranno a conoscere e capire la Turchia o dovranno andarsene". Secondo quanto riferisce il quotidiano turco Daily Sabah, il rilascio è stato chiesto dalle rappresentanze diplomatiche di Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti.

"È un obbligo che tutte le entità diplomatiche rispettino la sovranità del nostro Paese e l'indipendenza della magistratura turca e che si astengano dall'intervenire nei nostri affari interni", ha affermato in una nota su Twitter il portavoce del partito per la Giustizia e lo sviluppo (Akp) Omer Celik. "Siamo lieti che i diplomatici in servizio nel nostro Paese stiano contribuendo ai legami tra la nostra nazione e i propri Stati", ha aggiunto. "Tuttavia, respingiamo con la massima fermezza le loro dichiarazioni errate sulla sovranità del nostro Paese", ha affermato Celik.

Al centro delle polemiche l'imprenditore Osman Kavala, che si trova nel carcere di Silivri alla periferia di Istanbul da quattro anni, dal 2017, con l'accusa di aver finanziato le proteste a livello nazionale nel 2013 e di essere coinvolto in un fallito colpo di stato nel 2016. Lui nega le accuse. Nel 2019 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ne aveva chiesto la scarcerazione e il Consiglio d'Europa, a cui la Turchia ha aderito nel 1950, ha fatto sapere che se entro la fine del mese Kavala non verrà liberato potrebbe aprire una procedura per infrazione contro Ankara. Lo scorso 18 ottobre il ministero degli Esteri della Turchia ha convocato gli ambasciatori di dieci paesi a seguito della richiesta di scarcerazione di Kavala. Oggi sono arrivate le parole di Erdogan, che ha definito i dieci ambasciatori coinvolti "persona non grata": in base all'articolo 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, una nazione ospitante può "in qualsiasi momento e senza dover motivare la sua decisione", dichiarare un qualsiasi membro del corpo diplomatico come persona non grata – ovvero inaccettabile (mentre una persona grata è accettabile) – anche prima che questi arrivi all'interno della nazione.

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