È tensione massima tra Usa e Iran a seguito di un raid aereo delle forze militari statunitensi in Iraq in cui è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Il raid è stato un vero e proprio agguato ideato con precisione dall’intelligenze di Washington e portato a termine con un lancio di missili. L’alto miliare di Teheran è stato colpito mentre si trovava all'aeroporto di Baghdad. Il Pentagono ha subito rivendicato il raid e ha fatto sapere che l'uccisione del generale iraniano, figura di spicco nel Paese mediorientale, rientra nei piani di contrasto all’Iran. "Gli Stati Uniti continueranno ad assumere le azioni necessarie per proteggere la nostra gente e i nostri interessi ovunque nel mondo", ha dichiarato infatti il dipartimento della Difesa aggiungendo che il generale "voleva attaccare i diplomatici americani".

Il riferimento probabilmente è a quanto accaduto nei giorni scorsi con l’assalto all’ambasciata Usa proprio a Baghdad che ha spinto gli Stati Uniti a rinforzare la presenza militare sul posto dopo aver accusato proprio Teheran di aver fomentato la rivolta violenta contro la sede diplomatica. Lo stesso Presidente Donald Trump ha rivendicato in maniera indiretta l’uccisione di Soleimani su twitter  postando dubito dopo una bandiera degli Stati Uniti.

Uccisione Soleimani, rischio escalation militare in Medio oriente

Il gesto però rischia di esasperare un rapporto già tesissimo tra i due Paesi. Da Teheran infatti ha fatto sapere che ritengono l’atto un gesto terroristico e sono pronti a vendicarsi. "L'atto di terrorismo internazionale degli Usa con l'assassinio di Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusrah e Al Qaeda, è pericolosa, una folle escalation", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, aggiungendo: "Washington si assumerà la responsabilità di questo avventurismo disonesto".

Che l’attacco Usa e la persona colpita sono un fatto grave lo dimostra l’intervento della stessa Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, che ha promesso vendetta. "Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell'attacco della notte scorsa", ha dichiarato Khamenei imponendo anche tre giorni di lutto in Iran.

Chi era Qassem Soleimani

Soleimani in effetti non era solo un generale dell’esercito iraniano ma una delle figure di spicco del regime teocratico. Il 62enne era al comando delle forze speciali Al Quds, braccio armato dei Pasdaran all'estero che ha avuto un ruolo decisivo nei conflitti della regione. Soleimani, figura quasi leggendaria e uno degli uomini più potenti nel suo Paese e in tutto lo scacchiere mediorientale, infatti ha animato tutte le principali rivolte filo iraniane dell’ultimo periodo in tutto la regione. Spesso è apparso al fianco della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei e altrettanto spesso è stato accusato di avere avuto un ruolo in attentati contro obiettivi israeliani e statunitensi che a loro volta lo hanno sempre considerato uno dei nemici principali. Era anche sfuggito a vari tentativi di eliminarlo o catturarlo.

Jihad palestinese si mobilita, Israele aumenta allerta militare

L'uccisione del generale Soleimani ha scatenato l'immediata reazione dei gruppi integralisti iracheni ma anche dei gruppi della Jihad palestinese. Il leader sciita Moqtada Sadr ha dato l'ordine ai suoi combattenti di "tenersi pronti", riattivando così la sua milizia ufficialmente dissolta da tempo, mentre la Jihad palestinese ha promesso di reagire con attacchi immediati "Soleimani è stato ucciso dal nemico americano-sionista mentre si trovava al fronte. Ci stringeremo tutti assieme contro questa aggressione. Soleimani era un leader che amava combattere sul terreno, l'America ha spalancato le porte dell'inferno" hanno annunciato. Anche per questo Israele ha subito elevato lo stato di allerta su tutto il territorio temendo una una controffensiva da parte degli Hezbollah libanesi .