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Iran, studentessa di 20 anni uccisa da agenti in borghese, ferito il ragazzo che era in auto con lei

Anahita Amiripour, 20 anni, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco da agenti in borghese nella città di Borujerd, in Iran occidentale. Gravemente ferito il ragazzo che era con lei.
A cura di Davide Falcioni
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Hengaw, organizzazione curda per i diritti umani, ha reso noto che una studentessa di 20 anni, Anahita Amiripour, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco da agenti in borghese nella città di Borujerd, in Iran occidentale.

Secondo Iran International la ragazza – studentessa del primo semestre di educazione fisica all'Università Azad di Borujerd – era in auto insieme a un altro studente, M. Jalayi-far, rimasto gravemente ferito, quando presunti poliziotti in borghese hanno cercato di fermare la vettura sulla quale viaggiavano. Il giovane alla guida, non vedendo chiaramente le insegne della polizia o dell'esercito negli organizzatori del posto di blocco, ha tentato di fuggire, e a quel punto gli agenti hanno aperto il fuoco.

Secondo fonti di Hengaw, le agenzie di sicurezza iraniane avrebbero fatto pressioni sulla famiglia della vittima e sui suoi amici affinché non rivelassero le circostanze dell'accaduto, minacciando inoltre due medici dell'ospedale Chamran di Borujerd, dove sono stati condotti la giovane in fin di vita e l'altro studente, per evitare che rivelassero dettagli sulla vicenda.

Secondo la versione ufficiale, l'omicidio sarebbe una conseguenza dei disordini legati all'attentato avvenuto a Kerman ai primi di gennaio facendo almeno cento morti. Una strage rivendicata dall'Isis che ha proiettato l'Iran dentro una fase nuova di conflitto in Medio Oriente e per la quale Teheran considera responsabile gli Stati Uniti e il suo principale alleato, Israele.

Due sanitari del personale dell'ospedale ‘Shaheed Chamran' di Borujerd, dove il ragazzo è stato ricoverato e dove Anahita è stata dichiarata morta, sono stati convocati dai pasdaran e poi minacciati perché non contraddissero la versione dell'incidente fornita dalle autorità. Ma gli attivisti respingono le affermazioni delle autorità locali, sottolineando che le forze di intelligence hanno deliberatamente preso di mira gli studenti, causando la morte di Anahita Amiripour.

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