E' entrata in vigore anche in Inghilterra e Galles la legge approvata lo scorso anno dalla Camera dei Comuni per punire come specifico reato penale, al pari di qualunque abuso sessuale e di quanto già previsto in Scozia e Irlanda del nord, l'upskirting, ovvero la dilagante pratica di realizzare di nascosto fotografie o filmati sotto i vestiti di donne inconsapevoli, generalmente con un telefonino.

La campagna contro guardoni e molestatori virtuali (ma anche reali) nel Regno Unito è figlia di una battaglia promossa da numerose vittime e fatta propria poi da uno fronte trasversale di deputate. La norma era stata presentata in parlamento nel giugno scorso ed ha ottenuto il via libera alla fine di luglio, con il sostegno del governo, malgrado il controverso ostruzionismo procedurale nei confronti dell'iniziale iter sprint della legge manifestato da un singolo deputato Tory, sir Christopher Chope. A lanciare per prima la campagna ‘anti-sbirciatori' era stata la 26enne Gina Martin, dopo essere stata presa di mira tempo fa durante un festival musicale londinese a Hyde Park.

Da oggi, 12 aprile 2019, il reato di upskirting commesso da chi filma o scatta fotografie sotto le gonne senza il consenso, è punito con una pena fino a due anni di reclusione. I trasgressori possono finire in carcere. I dati raccolti dalla Associated Press rivelano come lo scorso anno i casi di upskirting abbiano avuto come vittime non solo le donne, ma anche bambine, di età compresa fra i sette e i 70 anni; i luoghi prescelti dai molestatori sono soprattutto i negozi.