Continua ad essere drammatica la situazione epidemiologica in India, dove nelle ultime 24 ore sono stati diagnosticati altri 368.147 contagi e 3.417 morti di Covid-19. L'emergenza sanitaria è particolarmente grave soprattutto a Delhi, dove sono stati registrate più di 20mila nuove infezioni e 407 decessi e dove gli ospedali stanno affrontando da almeno due settimane grandissime difficoltà soprattutto a causa della carenza di ossigeno: due giorni fa 12 pazienti, tra i quali anche un medico, hanno perso la vita a causa della fine improvvisa delle scorte del prezioso gas, mentre fuori dalle strutture sanitarie centinaia di persone sono in attesa con i loro cari malati di un posto letto o di una bombola d'ossigeno. Il dottor Gautam Singh, direttore dell'ospedale Shri Ram Singh, ha fatto sapere di disporre di 50 letti nei reparti Covid, 16 dei quali in terapia intensiva, ma di dover rifiutare ogni giorno pazienti a causa della gravissima carenza di ossigeno. "È una battaglia che combattiamo ogni giorno", ha dichiarato il medico alla BBC. "La metà del mio personale ospedaliero trascorre la gran parte delle giornate a tentare di reperire bombole".

Gli aiuti dell'Italia all'India: ventilatori polmonari e ossigeno

In questo quadro l'India deve fare affidamento soprattutto sugli aiuti internazionali. Anche l'Italia sta facendo la sua parte e ieri pomeriggio dall'aeroporto di Torino Caselle è decollato un C-130 messo a disposizione dall'Aeronautica Militare: a bordo, oltre a medici e infermieri della Maxiemergenza 118 della Regione Piemonte, viaggiano 20 respiratori polmonari donati dalla Struttura del Commissario straordinario per l'Emergenza coronavirus e soprattutto un apparecchio per la produzione di ossigeno. La destinazione finale sarà l'ITBP Hospital di Greater Noida, Delhi. "Portiamo in India un collaudato sistema di autoproduzione di ossigeno 93% PSA (Pressure Swing Adsorption) che produce 61.800 litri di ossigeno all'ora – ha spiegato il responsabile della Maxiemergenza del Piemonte, Mario Raviolo –  con la capacità di rifornire in continua 68 pazienti intubati, oppure 17 pazienti in caschi Cpap ad alto flusso, oppure 103 pazienti che necessitino di ossigenoterapia. Lavoreremo all'installazione delle apparecchiature e alla formazione degli addetti locali, attraverso un team di dodici professionisti, tra cui tre medici specializzati, due infermieri, un anestesista, un infettivologo, un urgentista e quattro tecnici".