In India c’è una banca gestita dai bambini (VIDEO)
Ram Singh è un adolescente indiano che guadagna 60 rupie al dì (meno di un dollaro) preparando tazze di tè a Nuova Delhi. Ma ogni sera, prima di tornare a casa, va in banca e deposita la metà di quel denaro. Ram è titolare di un conto presso una banca davvero speciale, gestita per, e soprattutto da, ragazzini che vengono dalla strada. L'obiettivo della banca della khazana, in hindi "scatola del tesoro", è instillare l'idea che il risparmio, per quanto esiguo, sia comunque importante. Per farlo ha pensato bene di affidarsi a dirigenti la cui età media non va oltre i 14 anni. Per aprire un conto basta una rupia. Così facendo la Children’s Development Khazana è riuscita ad inaugurare qualcosa come 300 sedi affiliate non solo in India, ma anche in Nepal, Bangladesh, Afghanistan, Sri Lanka e il Kirghizistan. Nella sola capitale indiana conta ben 12 agenzie che curano gli "interessi"di circa 1.000 clienti, tutti bambini tra i 9 e i 17 anni. «Ho risparmiare tutti i giorni, sperando di iniziare a gestire qualcosa di mio» afferma Ram, mentre serve una tazza di tè caldo speziato al latte in un chiosco vicino alla brulicante stazione ferroviaria di New Delhi.
Il lavoro minorile è illegale in India, ma … – Ad assicurare gli interessi dei ragazzini un'associazione di beneficenza: ogni sei mesi vengono eletti dei responsabili della banca, un adulto spiega loro come gestire i propri risparmi e rilasciare prestiti. «Questi bambini non hanno un posto dove lasciare i soldi, vengono spesso imbrogliati o derubati. Qui possono metterli al sicuro e vengono istruiti su gestione delle finanze, budget e partecipazione democratica» spiega Sharon Mary Jacob, supervisore dell'associazione Butterflies. Il lavoro minorile è illegale in India, ma milioni di ragazzi e ragazze non hanno altra scelta se non quella di svolgere lavoretti per guadagnarsi da vivere o aiutare le loro famiglie. «Sono scappato di casa quando avevo 11 anni, dopo che mio padre mi ha picchiato per aver rubato un elettrodomestico da cucina», dice Samir, che lavora in una fabbrica. «Per giorni ho dormito su una panchina della stazione. Sono stato picchiato dalla polizia e ho subito maltrattamenti da parte di alcuni spacciatori. Volevo tornare a casa, ma mi vergognava troppo». Ora ha 14 anni, vive in un ostello insieme ad altri bambini ed è titolare di un conto in banca. «Ho risparmiato 4.000 rupie (58 euro) negli ultimi sette mesi. E' una bella sensazione avere qualche soldo. Credo che comprerò una maglietta e un orologio per mio padre e glielo spedirò. Magari mi perdona».