Ceuta, nelle chat dove si organizza una nuova migrazione: “Il 15 agosto tutto sarà svelato”
La data è il 15 agosto. Forse prima. Magari ancora Ceuta, se ci sono troppi occhi attorno invece si sceglie un altro passaggio. Tra il il 30 e il 31 luglio quasi60.000 migranti hanno attraversato in massa il confine che separa il Marocco da Ceuta, exclave spagnola in Nordafrica. Quasi tutti sono stati rimpatriati nelle ore appena successive ma le immagini sono state sufficienti per riempire i canali social di tutte le forze politiche europee che hanno deciso di puntare sui migranti per assicurarsi le prossime elezioni. È stato un domino. Il governo italiano ha sospeso Shenghen, la Spagna ha reagito con nuovi controlli alle frontiere, la Germania ha avviato le pratiche per rimandare indietro i migranti arrivati in Italia come primo Paese. E in tutto questo non è ancora chiaro cosa sia successo a Ceuta. Come hanno fatto 50.000 persone, arrivate da terre diverse ad organizzarsi in un’unica azione. Chi ha diffuso le fake news dove si garantiva la cittadinanza a chi superava il confine? Da dove arrivano le mappe che segnano dove passare per arrivare a destinazione.
Maldita è una piattaforma di fact checking attiva in Spagna. Il 3 agosto sul loro portale hanno pubblicato un’analisi delle piattaforme da cui sono partiti tutti i movimenti. La mobilitazione è partita sui social. Gli annunci su Facebook, i gruppi, i post su Instagram e poi i dettagli su WhatsApp. I ricercatori di Maldita sono entrati nei canali, hanno letto i post, verificato gli utenti, i loro contenuti, le fake news e studiato i collegamenti. È una rete complessa, frammentata, con utenti molto attivi e spettatori. Una rete che in parte è rimasta attiva anche in questi giorni. Fanpage.it ha contattato Álvaro García, uno dei ricercatori che si sono infiltrati in queste reti. Un sottobosco di tracciati, ancora attivo.
Abbiamo letto tanti report su Ceuta. Resta sempre una domanda: questa mobilitazione ha una regia?
Non lo sappiamo davvero. Non abbiamo le prove che sia stato organizzato tutto da una macro struttura. Gli utenti si spostano da una piattaforma all'altra. Su WhatsApp condividono tutti i link degli stessi gruppi: puoi vedere le persone di un gruppo spostarsi insieme in un altro, spesso con gli stessi amministratori. Si muovono spesso, aprono spazi che poi chiudono per spostarsi. Sembra un processo molto organico, fatto da persone che vogliono organizzarsi da sole. Non abbiamo visto nulla che assomigli a una struttura. Ci sono tanti gruppi piccoli, anche da poche persone. I più grandi arrivano al massimo a qualche centinaio di utenti.
Come mai cambiano così velocemente?
La nostra ipotesi è che sanno di essere osservati. Sanno che non ci sono più solo loro. C’è anche la polizia.
Le piattaforme su cui si muovono sono note: WhatsApp, Facebook e Instagram. Sono tutte di Meta. I messaggi arrivano in chiaro: non esiste un monitoraggio?
Tanti gruppi Facebook su cui eravamo sono scomparsi. Sappiamo che Meta sta monitorando quello che succede ma dopo la pubblicazione del nostro lavoro non siamo stati contatti. La chiusura dei gruppi può essere una scelta di Meta, certo ma anche una scelta degli amministratori per non essere scoperti.
Cosa viene pubblicato ora nei gruppi che sono rimasti.
Ci stiamo lavorando ma non è semplice. Io sono dentro a un gruppo Instagram in cui ci sono utenti che continuano a mandare post che riguardano una data: il 15 agosto.
Abbiamo visto i materiali recuperati da Maldita dopo la prima mobilitazioni verso Ceuta. La data del 15 agosto compare in molti post sui gruppi Facebook, così come nelle conversazioni di WhatsApp. Si aggiunge spesso un particolare, una scritta in arabo: “Tutto sarà svelato quel giorno”. Altri post, come già riportato, suggerivano di anticipare l’operazione. Al momento non si hanno notizie di eventi paragonabili a quelli che abbiamo visto a fine luglio.
In tutto questo flusso hanno avuto un ruolo importante anche le fake news.
Sì, nei primi momenti dell'attraversamento di Ceuta venivano condivisi video di momenti precedenti. Immagini non reali spacciate come fossero attuali.
Chi c’è dietro i post o i commenti che diffondo notizie di questo tipo? Sono informazioni che fanno sembrare sicuro l’attraversamento e certo il processo di accoglienza.
Spesso sono persone che avevamo già identificato in passato mentre condividevano questo tipo di disinformazione nei gruppi Telegram. C'è molta incertezza sulle immagini: spesso gli utenti commentano chiedendo se i video siano reali.
Ci sono anche utenti che non provengono da questa regione?
Anche questo è un dato che stiamo monitorando. Abbiamo notato che ci sono anche account proveniente dalla regione israeliana. Sono profilo che spingono una narrazione secondo cui Ceuta è marocchina, non spagnola. Parlano di “colonia spagnola” e paragonano la situazione a Palestina e Israele. Ne ha parlato anche l’ambasciatore di Israele alle Nazione Unite.
Abbiamo verificato le parole di Danny Danon, ambasciatore di Israele alla Nazione Unit ed esponente del Likud, il partito guidato da Benjamin Netanyahu. Il 31 luglio, durante la prima mobilitazione su Ceuta ha scritto su X: “La Spagna, che non perde mai l'opportunità di fare la predica a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi legata alla sua politica sull’immigrazione. Forse, prima che continui a farci la predica, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa.
Ci sono altre forze all’origine della mobilitazione?
In altre interviste ci hanno chiesto: "Avete trovato la Russia dietro a tutto questo?". No, non abbiamo trovato prove certe ma stiamo indagando. Abbiamo visto che il network della Pravda ha condiviso un'immagine specifica che è diventata molto, molto virale in Spagna. Vogliamo capire se ci sia disinformazione russa dietro tutto questo ma non abbiamo molti materiali sul tavolo.
Pensi che vedremo un nuovo attraversamento?
Ogni giorno vengono creati gruppi chiamati "Ceuta 1508" o "Melilla 1008". Discutono del fatto che forse dovrebbero farlo prima del 15 agosto, perché quel giorno ci sarà molta polizia al confine. Condividono immagini su come attraversare il mare dal Marocco a Ceuta, condividono biglietti dei treni. Quindi qualcosa sta succedendo. Non possiamo prevedere il futuro, ma si stanno organizzando e discutono di dettagli che potrebbero portare a un nuovo attraversamento.
Chi ci sta guadagnando in tutto questo?
Non sappiamo se ci sia traffico o contrabbando di esseri umani. Quello che abbiamo visto è gente che offre le proprie auto, le proprie case o anche solo una stanza. Dicono: "Ehi, ho una stanza a vicino a Ceuta, potete stare e poi andare al confine". Oppure: "Ci servono altre tre persone per dividere l'affitto di un'auto per arrivare vicino al confine". Una cosa curiosa che abbiamo notato sono i messaggi dove scrivono: "Ho una stanza vicino a Ceuta. Se volete affittarla, contattatemi su WhatsApp in privato".
Sono circolati diversi report negli ultimi giorni che parlano di un rischio legato al terrorismo: parliamo soprattutto di elementi vicini all’estremismo islamico.
Non abbiamo trovato nulla a riguardo. Stiamo leggendo i gruppi manualmente ed è un'enorme quantità di informazioni. È una domanda a cui non possiamo rispondere perché semplicemente non lo sappiamo. Non sappiamo se ci sia un movimento jihadista dietro o persone che cercano di infiltrarsi.