Joshua Wong, uno dei leader delle proteste a Hong Kong, è stato arrestato. Lo rende noto il suo account Twitter, su cui è scritto che all'attivista è contestata la partecipazione a proteste non autorizzate lo scorso 5 ottobre e la violazione della "draconiana legge" che vieta la copertura del volto con una maschera.

Non è la prima volta che Wong viene tratto in arresto: l'ultima volta era finito in manette due settimane fa subito dopo essere tornato da un viaggio a Taiwan, per aver violato le regole della libertà su cauzione, concessagli dopo il precedente arresto del 30 agosto. All'attivista dell'opposizione della città-Stato stavolta vengono contestate la partecipazione a proteste non autorizzate e la violazione della legge che vietava la copertura del volto con una maschera. Il suo avvocato ha precisato che l'accusa riguarda una protesta di Wong nel 2019 proprio contro il divieto del governo sull'uso delle maschere. Il 23enne ha commentato su Twitter di essere stato accusato proprio di aver violato la "legge draconiana anti-maschera", dichiarata successivamente anti-costituzionale.

A Hong Kong cresce nel frattempo il malcontento tra i giornalisti, che contestano le nuove regole restrittive del governo nei loro confronti: solo i cronisti registrati nel Servizio "Government news and media information" saranno riconosciuti come giornalisti durante le manifestazioni di protesta, secondo una lettera inviata agli esponenti della stampa dalla polizia. "La polizia non può essere autorizzata a selezionare solo i media ufficialmente riconosciuti – dice l'Associazione giornalisti di Hong Kong -: si tratta di un atteggiamento che mette in pericolo i diritti fondamentali dei cittadini".