Giustizia, l’Ue apre infrazione contro l’Italia: “Giudici troppo protetti”

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Secondo Bruxelles, l’Italia viola il principio in base al quale i cittadini hanno diritto a essere risarciti per i danni causati da errori giudiziari.

La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia per l'eccesso di limitazione posto dalla nostra legislazione alla responsabilità civile dei magistrati che sbagliano. In altre parole, secondo Bruxelles il nostro Paese protegge in modo eccessivo i propri giudici, violando il principio in base al quale i cittadini hanno diritto a essere risarciti per i danni causati da errori giuridici. L'iniziativa nasce dal mancato rispetto della condanna, per lo stesso motivo, dalla Corte di giustizia Ue nel 2011. Il servizio giuridico della Commissione, che fa capo direttamente al gabinetto del presidente Josè Manuel Barroso, ha praticamente constatare che a quasi due anni dalla prima condanna, l'Italia non ha fatto quanto necessario per eliminare la violazione del diritto europeo constatata a suo tempo. Secondo fonti comunitarie, "se entro i prossimi mesi l'Italia non si adeguerà alla prima sentenza della Corte sarà deferita nuovamente ai giudici europei. Con il concreto rischio, questa volta, di dover pagare anche sanzioni pecuniarie".

Due in particolare le ragioni che hanno portato Commissione e Corte a censurare la normativa italiana giudicandola incompatibile con il diritto comunitario. In primo luogo, hanno osservato fonti europee, "la legge italiana esclude in linea generale la responsabilità dei magistrati per loro errori nell'interpretazione di norme o nella valutazione di fatti e prove. Inoltre, per la legge italiana "la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave. In Italia però la colpa grave applicata al comportamento dei magistrati è intesa in modo talmente restrittivo da escludere quasi sempre la loro responsabilità".

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