Avrebbe dovuto essere il centocinquantesimo passeggero a bordi e la centocinquantottesima vittima, se fosse arrivato all'imbarco in perfetto orario. Invece Antonis Mavropoulos, cittadino greco e presidente di un'organizzazione non governativa, è arrivato al gate con due minuti di ritardo, circostanza che gli ha impedito di salire a bordo del Boeing 737 dell'Ethiopian Airlines che si è schiantato domenica mattina sei minuti dopo la partenza da Addis Abeba.

A raccontare la circostanza fortunata è stato lui stesso in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook e intitolato "E' il mio giorno fortunato". L'uomo ieri mattina ha avuto un disguido con una valigia e per questo, malgrado abbia fatto di tutto, ha perso il volo. Arrivato al gate l'ha trovato chiuso e a nulla sono servite le preghiere al personale di terra dello scalo di Addis Abeba affinché lo facessero salire sull'aereo. L'imprevisto sul momento lo ha fatto infuriare. "Lo staff dell'aeroporto mi ha spinto a prendere il volo successivo delle 11.20, mi ha chiesto scusa per l'inconveniente e mi ha portato in una sala di attesa" ha scritto Mavropoulos.

L'imprenditore ha poi aggiunto: "Ho perso il volo per due minuti, quando sono arrivato l'imbarco era chiuso e ho visto gli ultimi passeggeri entrare attraverso il tunnel – scrive su Facebook, ammettendo di essere ancora sotto shock – Due guardie di sicurezza mi hanno informato che per motivi di sicurezza e per problemi con una valigia non avrei potuto imbarcarmi. Ho protestato, ma poi qualcuno mi ha detto gentilmente di non arrabbiarmi e di dire grazie a Dio, perché ero l'unico passeggero del ​​volo ET 302 a essermi salvato".

"In un primo momento non capivo, ma ho aspettato che mi identificassero prima di andare via. Dopo ho sentito la terra cedere sotto i miei piedi, ho cercato su internet per trovare informazioni sul volo e degli amici da Nairobi mi hanno informato di quello che era successo. Ho capito allora che dovevo contattare immediatamente la mia famiglia per rassicurare tutti sulle mie condizioni. Il post l'ho scritto perché voglio dire che fili invisibili guidano la nostra vita. In realtà, è la prima volta che sono così contento di condividere un post e sono grato di essere vivo e di avere molti amici che mi vogliono bene. Baci a tutti e un caloroso ringraziamento per il vostro sostegno emotivo. Forse non sono troppo vecchio per il rock n roll, ma certamente troppo giovane per morire".