Drogata con un ansiolitico, abusata sessualmente e poi uccisa perché non denunciasse il crimine. È la sorte di Anahí Benítez, 16 anni, l'adolescente che nel 2017 è stata violentata e assassinata nella riserva di Santa Calina de Lomas de Zamora. Sul delitto la corte sta decidendo in queste ore la sorte di uno dei due imputati.  Il corpo senza vita di Anahí è stato ritrovato nella riserva di Santa Calina de Lomas de Zamora. L'autopsia ha stabilito che era stata drogata con diazepam e scopolamina, droga "nota nel gergo degli stupratori come "burundanga' o respiro del diavolo. Si tratta di un potente allucinogeno spesso utilizzato nelle violenze sessuali.

Anahí è stata vista l'ultima volta il 29 luglio 2017 quando ha lasciato la sua casa nel Parque Barón, a Lomas de Zamora (Buenos Aires), per fare una passeggiata e il 4 agosto il suo corpo è stato trovato nudo, con ferite da taglio e colpi alla testa, sepolto nella Riserva Naturale di Santa Catalina. Solo due soggetti sono stati arrestati per il crimine, Marcos Bazán e Marcelo Sergio Villalba, sebbene non sia stato escluso il concorso con altri. Il procuratore del caso e gli avvocati della famiglia hanno chiesto l'ergastolo per Marcos Bazán, uno degli accusati. L'altro accusato, Marcelo Sergio Villalba, non è stato giudicato nello stesso processo, a causa delle sue condizioni di salute mentale. "Nessuno ricorda la sofferenza e la morte di mia figlia", ha dichiarato Silvia Pérez Vilor, madre della vittima."Chiedo a Dio di rendere giustizia in questo primo processo e di aiutarmi a risolvere tutto il resto in nome della memoria di mia figlia. È stata l'opera di un branco e ci sono molte ragazze in pericolo". "Non c'è dubbio che i due abbiano commesso l'omicidio, ma ci sono stati più coinvolti che hanno partecipato ma che non sono stati ancora identificati", ha dichiarato l'avvocato.