In Europa, tra i maggiori focolai della seconda ondata della pandemia di Coronavirus, cresce la preoccupazione sulle nuova varianti di Covid-19, tutte accomunate dalla maggiore contagiosità rispetto al ceppo originario. Si tratta della cosiddetta variante inglese (la 202012/01), scoperta a settembre scorso nell'area compresa tra Londra e il Kent, e che potrebbe essere addirittura più letale come ha annunciato il premier britannico Boris Johnson, di quella sudafricana (501.V2) e di quella brasiliana (P.1). Per evitare una trasmissione incontrollata delle mutazioni, la Commissione europea ha introdotto anche una nuova colorazione delle aree più a rischio, la zone rosso scuro, ossia le regioni dove negli ultimi 14 giorni sono stati segnalati oltre 500 casi cumulativi per 100 mila abitanti.

"Alla luce delle nuove varianti di coronavirus e dell'elevato numero di nuove infezioni in molti Stati membri, è necessario scoraggiare fortemente i viaggi non essenziali, evitando la chiusura delle frontiere o divieti di viaggio generalizzati e garantendo che il funzionamento del mercato unico e delle catene di approvvigionamento rimanga ininterrotto", ha spiegato Bruxelles. Ma, nello specifico, dove sono più diffuse queste varianti?

La variante inglese

La cosiddetta variante inglese preoccupa soprattutto la Germania, dove potrebbe addirittura diventare la "forma dominante", come ha reso noto il capo di gabinetto della Cancelleria federale, Helge Braun. Nel corso di un intervento all'emittente televisiva Ard, Braun ha affermato che la mutazione del virus identificata nel Regno Unito è presente già in diversi ospedali tedeschi. Ciò significa che questo tipo di Sars-Cov-2  "a un certo punto, come in altri paesi, prenderà il sopravvento e causerà problemi". Stesso discorso in Francia, dove il ministro della Salute Olivier Veran ha anticipato che potrebbero essere necessarie misure più severe, compreso un terzo lockdown nazionale, per arginare la diffusione della variante inglese, soprattutto in seguito alla scoppio di alcuni focolai particolarmente virulenti nell’Alta Francia, nei dipartimenti della Somme e dell’Aisne.

La circolazione della variante inglese a livello locale in Irlanda e Danimarca è responsabile dell’aumento dei casi registrato nei due Paesi, che come il Regno Unito hanno rafforzato o esteso le misure anti-contagio.

La variante sudafricana

Dopo essere stata identificata per la prima volta a inizio dicembre, al momento è la mutazione più diffusa in Sudafrica. Ma è già stata registrata in ben dieci paesi Ue. Un cluster di questa variante è attualmente allo studio in Francia, ma anche Israele e Regno Unito hanno segnalato casi o gruppi di casi 501Y.V2 non legati a viaggi. I restanti casi identificati nell’Ue sono per lo più legati ai viaggi, ma non solo dal Sudafrica.

La variante brasiliana

Finora, la variante brasiliana è stata registrata soprattutto nella zona di Manaus, capitale dell’Amazzonia, in Brasile, dove ha avuto origine, e nei viaggiatori dal Brasile arrivati in Giappone e Corea del Sud. L’allarme nelle ultime ore è arrivato però dalla Germania: un caso di variante brasiliana sarebbe stato registrato per la prima volta nel Paese, con dettagli ancora da conoscere. Ma un primo caso di questo tipo di mutazione è stato riscontrato anche in Italia, precisamente a Varese. Si tratterebbe di un uomo, rientrato nei giorni scorsi dal Brasile all'aeroporto di Malpensa via Madrid, è risultato positivo al tampone. “Il soggetto è in buone condizioni di salute, ma precauzionalmente è stato ricoverato per accertamenti”, ha precisato l'Iss in una nota.