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17 Novembre 2022
14:56

Disastro volo Mh17, la sentenza: fu un missile russo ad abbattere l’aereo e uccidere 298 persone

I giudici della corte distrettuale dell’Aia hanno stabilito che nel 2014 il volo MH17 della Malaysia Airlines fu abbattuto da un missile di tipo Buk sparato da Pervomaisk, una località nel distretto di Lugansk, al momento dell’abbattimento sotto controllo dei militanti separatisti filorussi.
A cura di Davide Falcioni
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A otto anni di distanza dall'abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, in cui persero la vita 298 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio, è stata stabilita la verità giudiziaria.

I giudici della corte distrettuale dell’Aia hanno stabilito che il velivolo fu abbattuto da un missile di tipo Buk sparato da Pervomaisk, una località nel distretto di Lugansk, al momento dell'abbattimento sotto controllo dei militanti separatisti filorussi. "Frammenti del missile Buk trovati nei corpi delle vittime sono prova inconfutabile del fatto che fu questo missile a causare l'abbattimento del volo", ha spiegato la corte, aggiungendo anche che la Russia aveva, all’epoca dell’incidente, il completo controllo sulla Repubblica separatista del Dpr (Donetsk People’s Republic).

Per quel disastro la corte olandese ha condannato i cittadini russi Igor Girkin, Sergei Dubinsky e l'ucraino Leonid Kharchenko, tutti processati in contumacia, per aver avuto un ruolo chiave nel nell'abbattimento del Boeing. I tre, secondo i giudici, hanno avuto un ruolo chiave nel portare il sistema missilistico di tipo Buk da una base militare in Russia al sito di lancio. Per questo sono stati condannati anche all'ergastolo: "Solo la massima pena è una sentenza appropriata alle conseguenze di tali atti per cui condanna all'ergastolo i tre imputati". Scagionato invece per insufficienza di prove il quarto indagato, il cittadino russo, Oleg Pulatov. I tre condannati, prevede la sentenza, devono pagare insieme 16 milioni di euro più gli interessi ai parenti sopravvissuti.

Il disastro aereo 8 anni fa

La tragedia avvenne giovedì 17 luglio del 2014. Il vettore MH17 , un Boeing 777 decollato dall'aeroporto Schiphol di Amsterdam e diretto nella capitale della Malesia Kuala Lumpur, venne abbattuto da un missile mentre sorvolava la regione ucraina di Donetsk, controllata all'epoca dai separatisti sostenuti dalla Russia. L'aereo venne colpito mentre viaggiava a una quota di 33mila piedi (circa 10 chilometri)

Tutte le 298 persone a bordo – 15 membri dell'equipaggio e 283 passeggeri di 17 nazionalità – morirono: tra loro vi erano 196 cittadini olandesi.

L'abbattimento dell'aereo avvenne nell'ambito della guerra civile iniziata in Ucraina nel 2014 e tra separatisti filo-russi e le forze armate governative. Il conflitto imperversava soprattutto nel Donbass e sia Kiev che i Paesi occidentali hanno sempre ritenuto che a lanciare il missile Buk terra aria responsabile della tragedia fossero stati i ribelli sostenuti da Mosca.

Aereo abbattuto da un missile russo 9M38M1 lanciato dal Donbass

La Russia, dal canto suo, ha ripetutamente respinto questa tesi, puntando invece il dito contro l'esercito di Kiev. Non solo: Mosca ha avanzato una serie di teorie alternative suggerendo che a lanciare il missile sia stato un jet da combattimento ucraino, e arrivando a fabbricare prove a sostegno di tale ipotesi. Un team di investigatori internazionali ha smentito tutte le ricostruzioni fatte dalla Russia e scoperto che la disintegrazione dell'aereo a mezz'aria è stata causata dalla detonazione di una testata di tipo 9N314M di fabbricazione russa trasportata dal missile 9M38M1, lanciato dalla parte orientale dell'Ucraina utilizzando un sistema missilistico Buk.

Le indagini: sotto accusa tre cittadini ucraini e uno russo

Dopo una lunga e serrata inchiesta sul caso, i pubblici ministeri hanno affermato che gli imputati – il cittadino ucraino Leonid Kharchenko e i russi Igor Girkin, Sergey Dubinsky e Oleg Pulatov – hanno svolto un ruolo chiave nella fornitura del missile che ha abbattuto il velivolo.

Gli inquirenti hanno concluso che il lancia razzi utilizzato per abbattere l'aereo apparteneva alla 53esima brigata missilistica antiaerea russa. In particolare i pubblici ministeri hanno sostenuto che il missile venne trasportato sul sito di lancio "su ordine e su direzione dei sospetti". Per la giustizia olandese, Girkin e Dubinskiy erano all'epoca ribelli separatisti di alto livello, mentre Pulatov e Kharchenko erano i loro diretti subordinati. I quattro, insieme, "sono responsabili del dispiegamento del telaio Buk utilizzato per abbattere il volo MH17", hanno riassunto i pm. Pulatov è stato poi scagionato per insufficienza di prove.

Dal canto loro i legali degli imputati hanno maldestramente cercato di spiegare che era loro intenzione abbattere aerei militari ucraini, e non aerei civili, e che si trattò quindi di una drammatica fatalità.

Il pubblico ministero olandese Thijs Berger ha replicato spiegando ai giudici che è giuridicamente del tutto irrilevante che gli imputati volessero abbattere aerei militari e non civili poiché "da un punto di vista legale erano cittadini normali, non potevano commettere alcun tipo di violenza".

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