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Parto in aereo a 10.000 metri: Brielle nasce pochi minuti prima dell’atterraggio sul volo Delta

Venerdì sera su un volo Delta diretto a Portland, in Oregon, è successo l’imprevedibile: una passeggera ha dato alla luce una bambina mentre l’aereo stava per atterrare. Tutto grazie a due paramediche che hanno trasformato la cabina in una sala parto di emergenza, arrivando ad usare le stringhe delle scarpe come lacci emostatici.
A cura di Biagio Chiariello
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Le quattro protagoniste del parto in aereo (foto Facebook)
Le quattro protagoniste del parto in aereo (foto Facebook)

Succede che la vita decida di non aspettare. Nemmeno a 10.000 metri d’altezza. È quello che è accaduto lo scorso venerdì 24 aprile, su un Boeing 737 della Delta Air Lines partito da Atlanta e diretto a Portland, in Oregon, dove una passeggera ha dato alla luce una bambina mentre l’aereo stava per atterrare. La piccola Brielle è venuta al mondo con due settimane di anticipo, trasformando la cabina passeggeri in una sala parto d’emergenza improvvisata.

La mamma, Ashley, originaria del Tennessee, stava volando verso lo Stato del Nord-Est USA proprio per partorire vicino a sua madre. Non aveva messo in conto che la piccola decidesse di accelerare i tempi. Il travaglio è iniziato quando mancava circa mezz’ora all’atterraggio.

Per sua fortuna a bordo c’erano due ‘angeli custodi' vestiti con jeans e sneakers: le paramediche Tina Fritz e Kaarin Powell, di ritorno da una vacanza nella Repubblica Dominicana. Le due stavano già assistendo un altro passeggero colto da malore quando l’equipaggio le ha chiamate d’urgenza per una nuova emergenza.

"Appena siamo arrivate da lei abbiamo capito subito che era in travaglio", ha raccontato Tina all’Associated Press. Con il volo pieno (153 passeggeri destinati a diventare 154), le due hanno dovuto improvvisare alla velocità della luce: hanno fatto spostare i vicini di posto, chiesto coperte ai viaggiatori e, non avendo ovviamente a disposizione un kit ostetrico, hanno usato quello che c’era.

Pensare che Kaarin ha sfilato uno dei suoi lacci da scarpa per usarlo come laccio emostatico e avviare una flebo. Un assistente di volo ne ha recuperato un altro per legare il cordone ombelicale.

Il momento più intenso è arrivato proprio durante la fase finale di discesa. Ashley ha urlato: "Ok, è il momento. Devo spingere". In quell’istante gli assistenti di volo hanno ordinato alle due paramediche di sedersi e allacciare le cinture. La risposta è stata immediata e poco protocollare: "No! No!", hanno risposto loro.

Sono bastate ‘tre spinte davvero forti e perfette', come le ha descritte Fritz. Brielle, 2 chili e mezzo di pura determinazione, è nata pochi istanti prima che le ruote del Boeing toccassero l’asfalto di Portland.

"L’aereo è atterrato praticamente nello stesso momento in cui è nata la bambina", ha raccontato la paramedica. "È stato bellissimo. La piccola ha ripreso subito colore… era splendida. E la mamma è stata una vera campionessa".

A terra, i vigili del fuoco e i soccorsi dell’aeroporto di Portland erano già pronti sulla pista. "Abbiamo trovato sia la madre che la bambina in buone condizioni di salute", ha confermato la portavoce Molly Prescott. Mamma e figlia sono state poi trasferite in ospedale per i controlli di routine.

Anche Delta ha commentato l’episodio con un nota ufficiale, ringraziando equipaggio e “volontari medici” a bordo e augurando il meglio alla nuova famiglia. Un dettaglio non secondario: nella dichiarazione la compagnia aveva parlato di “un medico e due infermiere”. Le due paramediche hanno poi precisato con garbo che di medico in realtà non ce n’era traccia e che l’unica infermiera presente era rimasta con il primo passeggero malato.

Tina Fritz è rimasta in contatto con la neomamma anche dopo l’atterraggio: “Credo che ormai saremo amiche per sempre”, ha concluso.

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