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Decapita un paracadutista in volo con l’ala dell’areo: pilota condannato per omicidio

Nicolas Galy è morto nel 2018 decapitato dall’ala dell’aereo dal quale si era lanciato con la tuta alare. Il pilota del velivolo è stato condannato per omicidio colposo.
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A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio (LaPresse)
Foto di repertorio (LaPresse)

Un pilota è stato condannato per omicidio colposo, con sospensione della pena, dal Tribunale di Montauban nel sud-ovest della Francia. Nel luglio del 2018 ha decapitato con un'ala del suo aereo Nicolas Galy, un ingegnere ed esperto paracadutista 40enne che si era appena lanciato dal velivolo con la tuta alare. Secondo il presidente del Tribunale francese sarebbe mancata la necessaria comunicazione tra il pilota e il 40enne riguardo la traiettoria che avrebbero dovuto seguire. Inoltre, l'imputato, di cui non è stato fatto il nome, ha ammesso che la sua patente di volo non era valida al momento dell'incidente perché aveva violato le restrizioni imposte dall'autorità aeronautica in relazione a una condizione medica.

L'incidente durante il lancio con la tuta alare

Come ricostruito dai media francesi, il 27 luglio del 2018 Galy era stato il primo a lanciarsi dall'aereo monomotore con la tuta alare. Stavano sorvolando Bouloc-en-Quercy, poco lontano da Tolosa, e il 40enne ha lasciato il velivolo quando si trovava a circa 14.400 piedi d'altezza, poco più di 4.300 metri. L'impatto con l'ala sarebbe avvenuta quando Galy aveva ormai terminato la caduta libera iniziale e stava planando con la tuta alare.

L'ala lo ha colpito al collo decapitando il 40enne. Pochi secondi dopo si è aperto il paracadute d'emergenza e il corpo di Galy è atterrato su un campo senza testa.

Il processo e la condanna per omicidio colposo

Durante le varie udienze del processo, il pilota aveva dichiarato di non aver informato gli otto paracadutisti e i due con la tuta alare che aveva a bordo che quello era il suo quarto volo della giornata. Inoltre, ha raccontato di aver perso il contatto visivo con Galy e l'altro che si è lanciato con la tuta dopo il loro salto, quindi pensava che fossero lontani.

Secondo il pilota, ancora, Galy non avrebbe "seguito il percorso previsto" e che quello "non era mia responsabilità". L'avvocato della famiglia del 40enne, invece, ha ribadito come ci sia stata "molta imprudenza o negligenza" da parte sua. Martedì 21 novembre l'imputato è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo e di aver operato senza patente aeronautica valida. In più, L'Associazione della Scuola di Paracadutismo Midi-Pirenei per la quale lavorava è stata multata per 22mila euro.

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