Ha decapitato la madre del suo ex fidanzato con dei coltelli da bistecca e ne ha lasciato la testa mozzata nel lavandino della cucina. Rachael Hilyard, 38 anni di Wichita, nello stato del Kansas, Stati Uniti, è stata giudicata colpevole ieri, giovedì 7 febbraio, nel corso del processo di primo grado per l‘omicidio di Micki Davis, 63 anni, avvenuto il 9 aprile del 2017. Quest'ultima si era recata a casa dell'assassina per recuperare oggetti appartenenti al figlio, che aveva troncato la sua relazione con la Hilyard, portando con sé il suo nipotino di 9 anni. Quando le due hanno cominciato a litigare, il piccolo è fuggito a chiedere aiuto, ma non è bastato. È stato il procuratore distrettuale della contea di Sedgwick, Marc Bennett, a ricostruire nel dettaglio cosa è successo quella sera di quasi tre anni fa.

Rachael Hilyard ha preso un coltello da bistecca e ha colpito l'ex suocera al culmine di una discussione. Essendosi spezzata la lama del fendente, ne ha preso un altro e ha "finito ciò che aveva cominciato". Arrivati i soccorsi, hanno trovato il corpo dell'anziana nel garage della casa dell'assassina e la testa nel lavandino della cucina, mentre la donna si era nascosta nel bagno prima di essere arrestata. L'avvocato difensore della donna, Quentin Pittman, ha riconosciuto che la sua cliente ha ucciso effettivamente Davis, ma ha sottolineato che non era un atto premeditato, il che è necessario per una condanna per omicidio di primo grado. "Pensava che fosse morta quando l'ha decapitata. Quindi siamo in presenza di cattive decisioni dalle tanto orribili conseguenze", ha aggiunto. La 38enne, infatti, aveva detto in aula che aveva tagliato la testa della madre del suo ex perché pensava fosse morta già dopo il primo colpo e che in questo modo ne avrebbe liberato l'anima dal corpo: "Stavamo discutendo su un dipinto nel garage. Poi ho dato di matto e la situazione è precipitata", ha raccontato. Ma le sue dichiarazioni sono state smentite dal nipote della vittima, che ha invece ricordato che la nonna era stata picchiata e aggredita improvvisamente da quella che sarebbe diventata la sua aguzzina. La sentenza è fissata per il prossimo 27 marzo.