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Daniela Kammerer uccisa in strada a 19 anni in Tirolo, 21 anni dopo il dna su una sigaretta incastra l’amico

Nuovi indagini forensi su uno dei Cold Case irrisolti in Austria hanno portato all’incriminazione di un 42enne ex compagno di studi della vittima. Una svolta clamorosa e particolarmente rilevante perché l’indagato era già stato accusato dell’omicidio e arrestato alla fine del dicembre 2013 prima di essere scarcerato per insufficienza di prove.
A cura di Antonio Palma
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A 21 anni dall'efferato omicidio della diciannovenne Daniela Kammerer in Tirolo, è svolta nelle indagini della procura di Innsbruck su uno dei Cold Case più clamorosi dell'Austria. Attraverso nuove analisi forensi dei reperti sequestrati all'epoca sul luogo del delitto, nei pressi di una cabina telefonica vicino al Rapoldi park di Innsbruck, gli inquirenti hanno identificato il DNA di un 42enne che era stato già indagato all'epoca dei fatti ma poi scarcerato per insufficienza di prove.

"L'imputato è accusato di aver ucciso Daniela con due potenti coltellate al petto e alla schiena", ha spiegato martedì pomeriggio il portavoce della procura di Innsbruck annunciando la clamorosa svolta per anni attesa da familiari e parenti della studentessa diciannovenne uccisa il 23 giugno del 2005. La procura austriaca ha formalizzato martedì presso il tribunale regionale di Innsbruck l'accusa di omicidio chiedendo contestualmente l'arresto per il 42enne che però da anni ormai non vive più nel paese ma si è trasferito in Australia dove vive e lavora.

A incastrare il 42enne nuove analisi del DNA sui vecchi reperti da cui sarebbero emerse proprio le tracce genetiche dell'uomo. Una svolta clamorosa e particolarmente rilevante perché l'indagato era già stato accusato dell'omicidio e arrestato alla fine del dicembre 2013 all'aeroporto di Vienna, mentre rientrava proprio dall'Australia per le festività di Natale. Detenuto in custodia cautelare per circa sette settimane, l'uomo infine fu scarcerato per insufficienza di prove.

All'epoca, a incastrarlo era stato sempre il suo DNA le cui tracce furono rinvenute sia sul corpo di Daniela Kammerer sia sugli abiti della vittima che sul manubrio della bicicletta con cui la giovane era arrivata sul posto. Elementi che non furono sufficienti e incriminarlo perché il giovane all'epoca dei fatti era un compagno di studi della ragazza e la frequentava anche in altre occasioni. "La traccia di DNA dell'imputato sugli abiti della vittima non si era rivelata così decisiva  come inizialmente ipotizzato e l'imputato era stato rilasciato e le indagini archiviate nel febbraio 2014" ha ricordato la procura austriaca.

Il caso però non era stato chiuso e la procura ha continuato a fare tutto il possibile per risolverlo fino alla nuova svolta grazie a nuovi metodi forensi che hanno rafforzato i sospetti nei confronti dell'indagato. "Tra le altre cose, sono stati ripetutamente richiesti test del DNA, anche su persone già sottoposte a esami precedenti, perché i metodi forensi sono in continua evoluzione e miglioramento" ha spiegato il portavoce della procura.

Alla base della svolta tracce di DNA dell’uomo ritrovate su una sigaretta parzialmente fumata trovata all'interno proprio della cabina telefonica nei pressi della quale la ragazza fu uccisa con due coltellate due giorni prima del suo ventesimo compleanno. Sulla base di queste nuove informazioni, la procura ha concluso  che l'indagato si trovava sulla scena del crimine e ha formalizzato le accuse nei suoi confronti.

I pm hanno chiesto un mandato d'arresto internazionale e il rinvio a giudizio ma le autorità australiane, in base alla loro giurisdizione, non hanno eseguito l'arresto. L'accusato però ha fatto sapere, tramite i suoi avvocati, che si presenterà volontariamente agli inquirenti tornando in Austria.

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