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Regno Unito, ragazza di 19 anni azzannata al collo e uccisa dal cane di famiglia

Jamie-Lea Biscoe, 19enne inglese, è morta a causa delle gravi ferite al collo riportate dopo essere stata attaccata dal cane di famiglia.
A cura di Davide Falcioni
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Jamie-Lea Biscoe, una ragazza di 19 anni, è morta a causa delle gravi ferite al collo riportate dopo essere stata attaccata dal cane di famiglia: la giovane, come spiega la BBC citando fonti investigative, è stata trovata dal padre in una camera da letto della sua casa a Leaden Roding, vicino a Great Dunmow, nell'Essex, lo scorso 10 aprile, con "gravi lesioni traumatiche al collo" che si sospetta siano state causate dal cane di famiglia, secondo quanto riferito al tribunale del coroner dell'Essex.

Il medico legale Lincoln Brookes ha descritto il caso come una "perdita di vita umana davvero tragica" e ha inviato le sue condoglianze alla famiglia dell'adolescente. Nel corso dell'inchiesta è emerso che i paramedici erano stati chiamati nella strada di Long Hide, dove risiedeva la famiglia, ma non erano riusciti a salvare Jamie-Lea.

L'autopsia ha confermato che la morte è stata causata dalle lesioni al collo. Il cane, che si ritiene essere incrociato con un levriero, è stato sequestrato dalla polizia e sono in corso accertamenti per stabilirne la razza precisa. Un uomo di 37 anni di Great Dunmow è stato arrestato con l'accusa di aver tenuto un cane pericolosamente fuori controllo, causando la morte della ragazza; successivamente è stato rilasciato su cauzione.

Sebbene i levrieri e i loro incroci siano generalmente noti per la loro natura docile e pigra in ambito domestico, non bisogna mai sottovalutare la loro componente genetica. Essendo cani selezionati per la caccia a vista, possiedono un istinto predatorio estremamente elevato che può essere innescato improvvisamente da movimenti rapidi o rumori acuti.

Quando un cane di queste dimensioni attacca, la rapidità d'azione e la tendenza a puntare alle zone vitali (come il collo) rendono gli incidenti spesso fatali. La pericolosità non risiede necessariamente in un'indole aggressiva della razza, ma nella combinazione tra potenza fisica e reattività istintiva.

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