Dachau, a due anni dal furto ritrovato il cancello con la scritta “Arbeit macht frei”

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Il cancello del campo di concentramento nazista fu trafugato in Germania nel 2014. Rinvenuto in Norvegia dalla polizia attraverso una soffiata anonima. Per l’odioso furto era sta offerta anche una ricompensa di 10mila euro.

A due anni dall'odioso furto si è finalmente conclusa con successo la ricerca del cancello d’ingresso del campo di concentramento nazista di Dachau con la scritta "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi). Come annunciato in un comunicato dalla Polizia dell’Alta Baviera, il famoso cancello di ingresso del lager creato in epoca nazista è stato ritrovato dalla polizia norvegese nei pressi di Bergen, città costiera nel mare del Nord. Le stesse autorità bavaresi hanno spiegato che per ora dalla Norvegia è stata inviata solo una fotografia del portone che quindi dovrà essere esaminato dal vivo, ma quasi sicuramente si tratta di quello rubato nel tristemente famoso campo di concentramento a una quindicina di chilometri da Monaco di Baviera.

Secondo le prime informazioni, la polizia norvegese sarebbe arrivata al portone attraverso una soffiata da una fonte anonima che li ha avvertiti. Il pesante cancello di un metro per due per circa 100 chili era stato trafugato all’inizio di novembre del 2014 da sconosciuti che avevano approfittato di un momento di assenza delle guardie. Anche se gli investigatori hanno sospettato di un furto su commissione, l'area del campo all'epoca non aveva telecamere e fu impossibile identificare gli autori.

Per questo si arrivò anche ad offrire una ricompensa da 10mila euro a chi avesse dato informazioni che avrebbero condotto sulla pista gusta ma non ci fu alcun risultato. Nell’aprile dell’anno scorso infine le autorità tedesche decisero di collocare una copia della porta al posto di quella rubata in occasione delle celebrazioni per l' anniversario della liberazione del campo.

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