Clavicular accusato di stupro: l’influencer del looksmaxxing avrebbe drogato una persona per fare sesso

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Braden Peters aka Clavicular
L’influencer americano Clavicular (al secolo Braden Peters), noto per i contenuti sul looksmaxxing, è accusato di stupro, di aver drogato una persona per avere un rapporto sessuale e di aver dato alcol a una persona sotto i 21 anni. I fatti risalirebbero al maggio 2025. La prima udienza è fissata per il 14 ottobre.

Clavicular, uno degli influencer più noti negli ambienti del looksmaxxing, è stato accusato di stupro in Massachusetts, negli USA. Al 20enne Braden Peters viene anche contestato di aver somministrato droghe a una persona senza il suo consenso per avere un rapporto sessuale e aver fatto bere alcol a una persona sotto i 21 anni. I fatti contestati risalirebbero al 23 maggio 2025 e la prima udienza è stata fissata per il 14 ottobre.

Gli atti del procedimento non spiegano ancora cosa sarebbe successo quella notte. Ma l'accusa arriva pochi mesi dopo una causa civile presentata contro Peters da un'altra influencer, Aleksandra Vasilevna Mendoza, conosciuta online come Alorah Ziva. Nella denuncia la ragazza parla di un presunto abuso sessuale che sarebbe avvenuto proprio il 23 maggio 2025 nella casa dei genitori di Peters a Cape Cod.

Mendoza sostiene di aver conosciuto l'influencer quando aveva 16 anni, dopo essere stata pagata 1.000 dollari per partecipare ad alcuni suoi video. Secondo il suo racconto, Peters l'avrebbe poi invitata nella casa di famiglia e le avrebbe offerto diversi bicchieri di vodka. La ragazza afferma di essere diventata fortemente intossicata e accusa Peters di aver avuto un rapporto sessuale con lei mentre non era in condizioni di prestare il proprio consenso.

Nella stessa denuncia Mendoza racconta anche quello che sarebbe successo la mattina dopo. Secondo la sua versione, si sarebbe svegliata trovando Peters nuovamente intento ad avere un rapporto mentre lei dormiva.

Il collegamento tra questa accusa e il nuovo procedimento penale non è però stato confermato. La presunta vittima in Massachusetts non è stata identificata negli atti disponibili e non è quindi possibile stabilire ufficialmente che si tratti della stessa persona.

La causa civile comprende comunque pure un altro capo di imputazione, relativo al novembre 2025. La ragazza sostiene che Peters l'abbia invitata a partecipare a una diretta e le abbia iniettato nel volto Aqualyx, una sostanza utilizzata per ridurre i depositi di grasso. Secondo la denuncia, l'influencer le avrebbe inoltre fatto credere che la sostanza contenesse metanfetamina. Peters ha respinto le accuse attraverso il suo avvocato, che le ha definite contestazioni non provate.

Il nome di Peters è legato soprattutto al looksmaxxing, un fenomeno nato sui social che raccoglie tecniche e pratiche con cui alcune persone cercano di migliorare il proprio aspetto fisico. Le più comuni riguardano allenamento, alimentazione, capelli, pelle e abbigliamento. In alcune comunità online, però, si è arrivati a pratiche molto più estreme.

Una di queste è il "bonesmashing", cioè colpire ripetutamente le ossa del volto con l'idea di provocare microfratture e renderne la forma più marcata e mascolina. Non ci sono prove mediche che dimostrino l'efficacia di questa pratica, mentre i rischi di lesioni sono concreti. Peters ha costruito gran parte della propria popolarità proprio attraverso questo tipo di contenuti, insieme a video provocatori rivolti soprattutto a un pubblico maschile molto giovane.

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Braden Peters in arte Clavicular

Il procedimento in Massachusetts non è il primo problema giudiziario per l'influencer. A maggio ha raggiunto un accordo con la procura della Florida per una vicenda legata a un video nelle Everglades, durante il quale aveva sparato a un alligatore. Ha ottenuto sei mesi di libertà vigilata e 20 ore di lavori socialmente utili, oltre all'obbligo di seguire corsi sulla sicurezza delle armi e sulla tutela della fauna selvatica.

A marzo era stato arrestato in Florida dopo una rissa tra due donne in un'abitazione presa in affitto. Gli investigatori avevano sostenuto che Peters avesse avuto un ruolo nello scontro e ne avesse poi diffuso le immagini online. Il procedimento è stato successivamente abbandonato dai procuratori, che hanno ritenuto di non poter dimostrare le accuse oltre ogni ragionevole dubbio.

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