2 Settembre 2022
14:16

Chi è il neonazista brasiliano che ha tentato di uccidere Cristina Kirchner

Fernando Andre Sabag Montiel è il 35enne brasiliano che ha provato ad uccidere la vicepresidente argentina Cristina Fernández de Kirchner. Tatuaggi neonazisti e possesso di armi nel suo passato.
A cura di Chiara Ammendola

Si chiama Fernando Andre Sabag Montiel, ha 35 anni ed è di origini brasiliane l'uomo arrestato la scorsa notte per aver tentato di assassinare Cristina Fernández de Kirchner, vicepresidente dell'Argentina. L'ha attesa sotto casa insieme alla folla accorsa per manifestare il proprio supporto all'avvocatessa indagata per corruzione, poi improvvisamente ha estratto una pistola e ha sparato. Per fortuna l'arma si è inceppata o semplicemente l'uomo non l'aveva caricata e quindi tutto ciò che ne è venuto fuori è stato il click del grilletto.

Sono stati proprio i sostenitori di Cristina Kirchner a fermarlo, mentre la 69enne realizzava quanto appena accaduto, in attesa dell'arrivo della polizia. Gli agenti lo hanno arrestato e portato in carcere per interrogarlo. Un precedente arresto nel suo passato, avvenuto nel marzo del 2021 per possesso di armi: fermato dalla polizia mentre sostava in una vettura senza targa è stato trovato con un coltello di 12 centimetri. Sui suoi profili social usa uno pseudonimo e si descrive come un cristiano che va in chiesa.

A colpire sono alcuni dei tatuaggi che richiamano alle ideologie neonaziste, in particolare il Sole Nero che ha sul gomito, o Schwarze Sonne come si dice in tedesco, simbolo utilizzato nella Germania nazista che apparve per la prima volta come elemento di design in un castello rimodellato dal capo delle SS Heinrich Himmler. Negli anni è stato poi ripreso da diversi gruppi legati al neonazismo e appare spesso su bandiere e manifesti estremisti.

Non è chiaro se si tratti del gesto di un lupo solitario, di un mitomane, o se sia stato "usato" da qualcuno che voleva colpire la vicepresidente Kirchner. Al momento il movente resta un mistero. “Questo incidente”, ha subito detto il presidente Alberto Fernández in un messaggio diffuso via radio e tv attorno alla mezzanotte, “è estremamente grave. E’ la cosa più grave che sia accaduta da quando abbiamo recuperato la democrazia nel 1983”. Per oggi è stata dichiarata festa nazionale per “dare la possibilità a tutti di manifestare in pace”, ha aggiunto il presidente. Sospese tutte le attività previste, anche quelle sportive.

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