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Anziani morti in ambulanza a Forlì: “Spada sapeva della telecamera, ha tentato di forzare il vano con cacciavite”

Luca Spada, indagato per sei omicidi sulle ambulanze della Croce Rossa dove operava come autista-soccorritore, avrebbe tentato di smontare le telecamere notate a bordo dei mezzi. Una collega racconta di averlo visto con un cacciavite e un fotogramma lo mostra mentre armeggia attorno al dispositivo.
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"C'è una telecamera". Il 27enne Luca Spada, indagato per sei omicidi avvenuti sulle ambulanze della Croce Rossa sulle quali era autista-soccorritore, si sarebbe accorto delle telecamere installate a bordo del mezzo, e avrebbe provato a smontarle con un cacciavite. La circostanza, raccontata da una collega agli inquirenti, adesso sembra trovare corpo dopo la diffusione di un fotogramma in cui il giovane sembra intento ad armeggiare con la videocamera che lo sta riprendendo.

Il 25 novembre 2025, Spada stava effettuando il trasporto dell'ultima presunta vittima, la 85enne Deanna Mambelli, quando si è accorto di una telecamera installata a bordo del mezzo. A raccontarlo agli inquirenti è la collega che era in turno con lui quel giorno. La donna, durante il secondo colloquio con gli investigatori, ha riferito di aver visto l’indagato salire a bordo dell'ambulanza con un cacciavite alla ricerca della telecamera.

La testimonianza: "Ha preso il cacciavite ed è andato su tre ambulanze"

Spada di ritorno dall'uscita in cui è morta Mambelli, avrebbe notato un foro anomalo all'interno del vano dell'ambulanza e dopo aver chiesto alla collega di turno con lui cosa fosse quel "buco nero" è andato con un cacciavite a bordo per cercare di aprire il vano, nel tentativo di vedere cosa si nascondesse all'interno.

Dopo, ricorda la collega, "è andato anche all’interno delle altre due ambulanze: non gli sono andata dietro e non ho visto cosa ha fatto. Quando è tornato gli ho chiesto cosa cercasse nelle altre due ambulanze e mi ha risposto ‘le lenzuola‘. Ha poi rimesso il cacciavite al suo posto".

La mattina successiva, il 26 novembre, gli inquirenti hanno ripristinato il sistema di registrazione. Le telecamere hanno così filmato Spada mentre eseguiva "una vera e propria ispezione del mezzo all’evidente ricerca di una telecamera", scrivono nell'ordinanza. Spada, sempre ripreso, avrebbe anche indicato esplicitamente il dispositivo a un altro collega dicendo: "lì sopra per me c'è una telecamera". Ora, un fotogramma diffuso sui media, secondo chi indaga, mostra Spada mentre cercherebbe di smontare la telecamera.

Pochi giorni dopo essere venuto a conoscenza della presenza del dispositivo, consapevole anche di essere sotto indagine, Spada ha telefonato alla collega che era in turno con lui il giorno della morte di Mambelli. Durante la conversazione durata oltre venti minuti, avrebbe provato a mascherare la sua preoccupazione mettendosi a ridere e dicendo che in giro c'erano "un sacco di chiacchiere", tra cui la voce che fosse stata trovata una telecamera in un'ambulanza.

Spada è indagato per la morte di sei anziani, avvenute tra febbraio e novembre 2025 a bordo delle ambulanze sulle quali operava come autista-soccorritore. A fare scattare l'inchiesta sono stati proprio i colleghi del 27enne, insospettiti dall'elevato numero di morti mentre era in servizio.

A suo carico, la Procura di Forlì ha aperto un'inchiesta per omicidio aggravato. Secondo il pm Enrico Cieri, Spada avrebbe iniettato aria in vena alle sue vittime attraverso l'accesso venoso che avevano sul braccio, e utilizzando una siringa che garantiva la riuscita dell'operazione "in meno di un minuto".

Gli avvocati di Luca Spada: "È innocente"

Luca Spada è stato arrestato l'11 aprile e continua a dichiararsi innocente. A seguito dell'interrogatorio di garanzia, i suoi avvocati – Marco Martines e Gloria Parigi – hanno spiegato ai giornalisti intervenuti fuori dal Tribunale.

Spada avrebbe risposto a tutte le domande degli inquirenti, compresi messaggi, dinamica, e suoi comportamenti giudicati sospetti dagli inquirenti. Il giovane di Meldola al momento si trova in carcere in custodia cautelare in relazione all'omicidio di Mambelli, l'unica per la quale è stato possibile attestare la presenza di materia gassosa nell'organismo. Per gli altri anziani l'autopsia ormai non permetterebbe più di risalire a questa circostanza.

Il figlio di una delle presunte vittime ha spiegato a Fanpage.it di aver subito pensato ad "anomalie sull'ambulanza" quando è stato informato del decesso del padre 69enne, perché "prima di salirci stava bene".

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