video suggerito
video suggerito

Morti in ambulanza, i presunti legami di Luca Spada con le onoranze: “10 funerali a settimana per 7mila euro al mese”

Luca Spada avrebbe avuto un suo tariffario illecito nel mondo delle onoranze funebri, a patto di essere abbastanza “bravo”. È una delle conversazioni intercettate dagli inquirenti nell’ambito delle indagini della Procura di Forlì sulle morti sospette avvenute durante trasporti in ambulanza.
0 CONDIVISIONI
Luca Spada, 27 anni, indagato per le morti sospette in ambulanza
Luca Spada, 27 anni, indagato per le morti sospette in ambulanza

Luca Spada agli amici avrebbe parlato di un vero e proprio "tariffario" nel modo delle onoranze pubbliche, parallelo a quello lecito. Nei messaggi che il 27enne aveva inviato spiega che è possibile portare a casa ogni mese anche 7 mila euro, ma solo se "sei bravo". Un sistema che sarebbe stato usato sin dal 2021, secondo quanto emerge dalle intercettazioni della Procura.

Spada, conosciuto nella sua Meldola come "Spadino", è indagato per le morti sospette di sei anziani avvenute durante o appena dopo il trasporto sulle ambulanze che guidava in qualità di autista della Croce Rosse di Forlimpopoli-Bertinoro. Nelle ricostruzioni della Procura di Forlì, le morti sarebbero avvenute per "insufflazione di aria attraverso il catetere venoso", significa che Spada, con l'utilizzo di un particolare tipo di siringa, avrebbe iniettato aria nelle vene delle vittime, provocando insufficienza respiratoria acuta e quindi la morte.

Gi anziani sono deceduti tra il febbraio e il novembre 2025, ma gli investigatori adesso stanno "lavorando a ritroso" per scavare nel passato di Spada. Come confermano a Fanpage.it fonti qualificate, adesso si sta cercando di ricostruire l'operato del 27enne andando a ritroso nel tempo, anche prima dell'anno e mezzo trascorso nella Croce Rossa.

Spada agli amici: "Faccio servizi per 7/8 agenzie"

Al centro di questa ricostruzione ci sono anche i rapporti che il giovane intratteneva con le agenzie di onoranze funebri della sua zona. Spada infatti operava da anni come volontario nel mondo del soccorso, e non solo. Nella lunga ordinanza che ha portato al suo arresto, sono agli atti le conversazioni con gli amici in cui parla dei rapporti lavorativi esistenti con diverse agenzie funebri. Con una delle due onoranze presenti a Meldola, questi sono attestati fin dal 2017.

Nel luglio del 2025, Spada discuteva con uno dei due titolari dell'agenzia in questi termini: "Sono a lavorare ho appena fatto un morto". E il titolare risponde: "Dato il biglietto?!!". Quel morto, ricostruisce la Procura, è uno dei sei anziani trasportati sul mezzo della Croce Rossa che sarebbe stato ucciso con l'aria.

L’analisi dei messaggi da parte dei consulenti ha permesso di stabilire uno storico dei rapporti tra il giovane e il mondo delle onoranze, con tanto di tariffario. Nel 2021, facendo riferimento sempre al titolare dell'agenzia con cui avrebbe avuto i rapporti più stretti a Meldola, spiega a un amico di avere fissato a 200 euro il prezzo dei trasporti, e aggiunge di "fare i servizi per 7/8 agenzie". Secondo l'indagato, "se sei bravo fai dieci funerali a settimana più o meno per fare circa 7.000 euro al mese".

Il procuratore Cieri ha fatto presente anche che, secondo alcuni testimoni, il giovane sarebbe stato socio di queste realtà. Tuttavia è sempre Cieri a sottolineare che, allo stato attuale delle indagini, risulterebbero solo prestazioni occasionali di vario genere: "Non ci risulta la sua partecipazione in srl", ha commentato. Le intercettazioni raccontano però l'attaccamento di Spada verso questo mondo, In un'occasione si lamentava del fatto che, in una determinata camera mortuaria, venisse chiamata sempre un'altra agenzia, e criticava il fatto che il funerale di un'altra paziente fosse stato "affidato a un'agenzia concorrente".

In una conversazione del settembre 2025, il titolare dell'agenzia più vicina a Spada gli chiede informazioni su un'anziana trasportata da Spada (non presente tra i sei il cui decesso è attenzionato dalla Procura). Spada, dopo avere scoperto che il funerale era stato affidato a un’altra agenzia commenta: "L’avranno infinocchiato in ospedale".

Non basta questo, però, a definire il movente. Nessuna delle sei persone trasportate da Spada e poi decedute infatti ha avuto il funerale con un'agenzia riconducibile all'indagato. I suoi rapporti con queste sono al vaglio degli inquirenti, ma le ragioni profonde sono ancora in fase di definizione: "Potrebbero essere economiche, psicologiche, emotive. Non lo sappiamo ancora", ha sottolineato Cieri.

Dalla sistemazione delle lapidi alla distribuzione dei biglietti da visita

Leggendo le intercettazioni, Spada avrebbe svolto per le onoranze funebri i lavori più disparati. Queste attività non erano un segreto a Meldola, e ovviamente neanche in casa sua. Nelle conversazioni con la compagna discute del numero di morti della giornata e della distribuzione di biglietti da visita. In una telefonata, riferendosi a dei decessi, la donna gli chiede espressamente: "Ah bene, gli hai lasciato il biglietto da visita?".

In una chiamata dell'ottobre 2025 le racconta anche di aver appena finito di "montare la lapide" e si lamenta con un collega di essersi svegliato presto per installare una lapide: "Il cimitero apriva alle sette e mezza… Alle sette e quarto a montargli la lapide".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views