Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ospite al programma Mattino Cinque, affronta varie questioni, sempre più attuali all'avvicinarsi delle elezioni europee il prossimo 26 maggio. "Domenica si vota per l’Europa, e se ci danno forza la cambiamo. L'Europa ci entra in casa, in banca, nel frigorifero… ci riguarda! In Italia a livello politico non cambierà nulla. Spero che i toni si rilassino", afferma il leader della Lega, aggiungendo che da lunedì spera si torni a lavorare più serenamente con gli alleati di governo.

"Ho dato la mia parola agli italiani. Questo è il governo che andrà avanti nei prossimi anni", rassicura Salvini, facendo riferimento ai timori che il governo possa cadere quando i risultati delle europee saranno espliciti, specificando di non apprezzare "quelli che cambiano maglietta durante la partita". Poi il vicepresidente del Consiglio aggiunge: "Se la Lega è primo partito in Italia, e domenica sarà tra i primi in Europa è perché evidentemente qualcosa abbiamo fatto. Altrimenti non si spiegherebbe".

Fisco e tasse

Il ministro affronta anche la questione fiscale, cavallo di battaglia del Carroccio, sottolineando che "la battaglia più importante per la Lega è il lavoro e questo si crea con la riduzione delle tasse al 15%". Salvini poi specifica: "Mi auguro che nessuno ponga ostacoli", in riferimento agli scontri con il Movimento Cinque Stelle, per cui un regime fiscale più leggero non rappresenta una priorità nel piano di governo. Salvini precisa inoltre che la flat tax sia la sola maniera per combattere l'evasione, "come fanno ad oggi 40 Paesi nel mondo". Per di più, afferma il ministro, è anche l'unico "shock positivo per il boom economico".

Salvini continua attaccando Bruxelles e assicurando di voler "ribaltare le regole europee", in quanto le politiche degli ultimi 10 anni hanno portato solamente a precarietà e povertà: "Con 5 milioni di italiani poveri o disoccupati chi domenica vota Lega sa che prima vengono loro. Poi il resto del mondo". Riguardo all'annuncio del ministro dell'economia, Giovanni Tria, di voler riassorbire il bonus da 80 euro emanato da Matteo Renzi durante il suo governo, dichiara: "Non è all'ordine del giorno, io sono al governo per dare, non per togliere".

Immigrazione e sicurezza

Salvini torna anche su immigrazione e sicurezza, i punti principali della sua campagna elettorale alle scorse elezioni politiche così come alle prossime europee. "Abbiamo ereditato una gestione dell'immigrazione folle, con un milione di arrivi negli ultimi anni. Quest'anno però abbiamo ridotto gli sbarchi del 90%", afferma il ministro dell'Interno. Salvini indica quindi che grazie alla diminuzione degli sbarchi "usiamo 400 milioni di euro per assumere donne e uomini delle Forze dell'ordine. Più carabinieri e meno spacciatori".

Il vicepresidente del Consiglio affronta anche la questione del decreto sicurezza bis, motivo di tensione non solo con gli alleati di governo, ma anche con le Nazioni Unite. "Spero che venga approvato oggi", afferma il ministro, spiegando che comprenderà un fondo rimpatri per premiare i Paesi che collaborano con i piani del Viminale. "Facciamo arrivare in aereo donne e bambini che scappano davvero dalla guerra. Non facciamo più sbarcare chi nella maggior parte dei casi si rivelava un delinquente, spacciatore, stupratore e la guerra ce la portava in casa", conclude Salvini.