Dopo la bruciante sconfitta del Pd gli elettori adesso non vogliono saperne di alleanze con il M5S, per formare un nuovo governo. E così dilaga su Twitter la campagna "#senzadime". L'hashtag è stato lanciato proprio per dire "no" all’ipotesi di un governo del M5S appoggiato dal Pd, dopo che il segretario Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni dal partito, e subito ha avuto successo in rete. Nella classifica dei "top trend", "#senzadime" schizza in poco tempo al primo posto davanti, tra gli altri, a #buche, il tormentone nato a Roma ieri, dopo la disastrosa del manto stradale dopo due giorni di pioggia.

e così sul social network si moltiplicano le reazioni di protesta, più o meno ironiche, da parte degli utenti e degli stessi dem sconfitti: "È facile vincere promettendo l'impossibile. Ora che finalmente il popolo sovrano si è espresso, attendiamo un bel governo eletto dal popolo che mantenga fede alle promesse. Di sicuro #senzadime". A scriverlo è Ileana Piazzoni, candidata del centrosinistra nel collegio uninominale Lazio 1-13. E a proposito della proposta di Michele Emiliano, il governatore Pd pugliese che vuole rilanciare "l'Ulivo 4.0: una cosa nuova che non ha a che fare col passato, ma che costruisca, assieme al M5s, la rivoluzione italiana che i cittadini adesso pretendono", un cittadino elettore la pensa così: "Se Emiliano ritiene che il M5S sia meritevole di sostegno, lasci il Pd e passi al M5S. La maggioranza degli elettori Pd è con Matteo Renzi, che deve restare". 

"Che poi a pensarci è davvero assurdo: sono dieci anni che il M5S rompe le palle a tutti per introdurre il vincolo di mandato, ma adesso vorrebbero che a tradire i propri elettori siano i parlamentari del Pd", gli fa eco un un altro utente sul social network.

Il ministro dello Sviluppo economico uscente, Carlo Calenda, che si è recato al Nazareno questa mattina proprio per prendere la tessera del Pd, ha ribadito la sua linea e ha spiegato perché lui non sarebbe disponibile a sostenere il M5S: "I cittadini e gli iscritti non capirebbero. Soprattutto nella sconfitta bisogna avere dignità e onore". E ottiene subito il consenso della rete: "Ha ragione Calenda, allearsi con il M5S non può essere un'ipotesi in campo. Si può dialogare, ma la responsabilità del governo spetta a loro. Il Pd deve riflettere e costruire il proprio presente e un'idea di futuro, dall'opposizione".

Ma se gli elettori renzianissimi rifiutano le idee di un governo delle larghe intese con i grillini, ci sono anche vecchi sostenitori del Pd che si sono allontanati dalla base. È il caso di Adalberto Sabbatini, gestore dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia di Capalbio (Grosseto): "Ho partecipato al Pd fino al 2016 in modo attivo: mi trovo purtroppo costretto, non essendo ascoltato, per la politica di Renzi fatta di slogan, senza confronti sul territorio, a votare per il centrodestra". Lo ha detto stamattina, intervenendo in collegamento ad Agorà su Rai3. "Abbiamo un centrosinistra – ha spiegato – che non ha preso mai le difese della nostra attività balneare a fronte della direttiva Bolkestein, contro un centrodestra che, sebbene nel 2009 abbia fatto parte dei danni che ci ritroviamo ora, si è impegnato in campagna elettorale in modo serio e duro a favore della categoria". Per Sabbatini le garanzie vengono date però  "più dal centrodestra che dal Movimento 5 Stelle".