Arrivano i mini-aumenti per le pensioni degli italiani nel 2020. L’Inps ha infatti ufficializzato i valori di riferimento aggiornati delle pensioni per il prossimo anno sulla base dell’adeguamento alla variazione del costo della vita. In sostanza, l’istituto di previdenza ha comunicato gli adeguamenti che porteranno un leggerissimo aumento per gli assegni dei pensionati italiani. A certificare i nuovi valori è la circolare 147/2019 con cui viene confermato l’indice di rivalutazione dello 0,4% calcolato dall’Istat e approvato da un decreto del 15 novembre dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. Cambia l’importo minimo, inoltre, che a gennaio 2020 passerà da 513,01 a 515,07 euro. L’adeguamento pieno delle pensioni in seguito all’inflazione varrà per gli importi pari a tre volte il minimo, stando alle comunicazioni dell’Inps, anche se la manovra dovrebbe allargarlo fino ai trattamenti quattro volte il minimo.

Mini-aumento delle pensioni, chi riguarda

L’aumento pieno delle pensioni, al 100%, vale per chi riceve un assegno fino a 1.539,03 euro lordi mensili. Poi l'incremento si riduce gradualmente fino a dimezzarsi oltre una certa cifra. La rivalutazione, però, cambierà con l’approvazione della legge di Bilancio: a variare sarà solamente l’aumento per gli assegni tra le tre e le quattro volte il minimo che passeranno dall’attuale 97% previsto per il 2020 al 100%, secondo quanto stabilito dalla manovra che però deve ancora essere approvata. Quindi questi trattamenti aumenteranno dello 0,400% e non dello 0,388% previsto oggi dall’Inps.

Gli adeguamenti per questa fascia di pensionati, dunque, non sono ancora riportati nelle tabelle pubblicate dall’Inps che fanno riferimento alle regole attuali, dovendo emettere gli assegni del primo mese il 3 gennaio. Non potendo aspettare le novità della manovra, l’istituto di previdenza erogherà il primo assegno con le regole non aggiornate. Poi, una volta confermate le modifiche con l’approvazione della manovra, i pensionati che attendono un aumento maggiore riceveranno un conguaglio a loro favore nei mesi successivi dell’anno.

A quanto ammontano gli aumenti delle pensioni

I dati resi noti dall’istituto di previdenza non prendono in considerazione, dunque, i pochi ritocchi previsti dalla manovra che riguarderanno, comunque, solo una fascia. Per le pensioni fino a tre volte il minimo (fino a 1.539,03 euro) l’incremento sarà dello 0,40%. Tra le tre e le quattro volte il minimo (fino a 2.052,04) sarà dello 0,39%, ma la manovra lo riporterà allo 0,40%. Tra le quattro e le cinque volte il minimo (fino a 2.565,06), l’aumento sarà dello 0,31%. Ancora, tra le cinque e le sei volte il minimo (fino a 3.078,06) sarà dello 0,21%, tra le sei e le otto volte (fino a 4.104,08) aumento dello 0,19%, tra le otto e le nove volte il minimo (fino 4.617,09) salirà dello 0,18% e, infine, per gli assegni sopra le nove volte il minimo (fino a 4.617,09 euro), l’aumento sarà dello 0,16%.

Cosa cambia per le pensioni d’oro

L’Inps ha aggiornato anche i valori riguardanti le pensioni d’oro. È prevista una decurtazione progressiva per i trattamenti superiori ai 100mila euro se calcolati con un sistema retributivo. La nuova soglia, dal 2020, diventa di 100.160 euro: da questa cifra fino a 130.208 euro il taglio sarà del 25%. Poi fino a 200.320 euro sarà del 25%, ancora da qui a 350.560 euro riduzione del 30% e fino a 500.800 euro taglio del 35%. Al di sopra di questa fascia il taglio sarà del 40%.