"Per me era come un figlio, è diventato un fratello". Franzo Grande Stevens ricorda così Sergio Marchionne, ricoverato in ospedale in condizioni definite ‘irreversibili’. "Gabetti ed io – spiega in una lettera riportata dal Corriere della Sera – avremmo potuto considerarlo per la nostra età un figlio (il mio primo ha solo quattro anni meno di lui) e invece divenne un nostro fratello che ci consultava ed insegnava che cosa vuol dire occuparsi del successo in una grande azienda". "Il dolore per la sua malattia è indicibile", aggiunge Grande Stevens che ricorda il momento in cui  giovedì sera era stato ricoverato a Zurigo, “pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette". "Marchionne – conclude – ha lasciato una società che ha raggiunto l'incredibile risultato dell'azzeramento del debito e l'avvio di una vita di successi. Mi auguro che sulla strada che egli ha tracciato, sul suo esempio, la Fca prosegua con gli stessi risultati".

Il nuovo ad di FCA

Marchionne era stato ricoverato alla fine di giugno a Zurigo e una serie di complicazioni hanno portato all’aggravarsi delle sue condizioni di salute, al punto da escludere che possa tornare a lavoro, come annunciato da John Elkann ai dipendenti di FCA. Per questo FCA ha accelerato i piani per la sua successione e sabato ha nominato Mike Manley nuovo amministratore delegato.  Già oggi e domani a Torino il neo AD dovrà guidare i lavori del Gec, il Group Executive Council, il massimo organismo decisionale e strategico di Fiat Chrysler Automobiles. Dal 2009 Manley, 54 anni, è presidente e ad di Jeep, uno dei punti forti della galassia Fca, che ha registrato una crescita del 163% dal 2009 a oggi