La manovra è chiusa. L’accordo nella maggioranza è stato trovato e la legge di Bilancio è pronta per essere inviata al Parlamento. La conferma arriva al termine del vertice che si è tenuto in serata a Palazzo Chigi e dalla bocca del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del viceministro dell’Economia, Antonio Misiani. “Possiamo dire che la legge di Bilancio è chiusa”, afferma il capo politico del M5s fuori da Palazzo Chigi. Una manovra “che ci soddisfa, poi la miglioreremo in Parlamento. Credo che sia un buon punto di partenza”. Soddisfatto anche Misiani, secondo cui “la manovra economica è pronta per andare in Parlamento”.

Di Maio non ha timori sulla tenuta della maggioranza durante la discussione alle Camere della manovra: “Se tutta la maggioranza sarà leale a lavorare in Parlamento come squadra non ci saranno problemi. Lo dico chiaramente: io non mi aspetto problemi e tensioni. Non bisogna fare operazioni per mettere in difficoltà il governo”. L’intesa è stata trovata su tutti gli aspetti della legge di Bilancio, anche sui paletti per la flat tax delle partite Iva. Salta, su richiesta del M5s, il paletto degli investimenti mentre restano altri due vincoli per accedere al regime agevolato, quello sulle spese per il personale e il divieto di cumulo. In manovra viene inserito anche un fondo rimpatri di circa 20-25 milioni, come comunicato sempre da Di Maio.

Lo scontro su Radio Radicale: ad aprile la gara

Lo scontro su Radio Radicale prosegue, nonostante nella maggioranza si sia trovato un accordo. Di Maio fa sapere che “ci sarà una gara per il 2020, i 24 milioni non ci sono più. Anche Radio Radicale conoscerà il libero mercato, la smettiamo con la mangiatoia dei soldi pubblici". Anche se Andrea Martella, sottosegretario con delega all’Editoria, precisa: “Abbiamo raggiunto una intesa sull'editoria: Radio Radicale proseguirà il suo servizio fino alla gara e fino ad allora lo stanziamento di 8 milioni è confermato”. Resta, quindi, il finanziamento di otto milioni previsto per il primo anno.

Di Maio contro Iv su quota 100

Altra questione in piedi è quella di quota 100, con Italia Viva che ha più volte fatto sapere che presenterà un emendamento in Parlamento per abolirla: “E chi glielo vota? Facciamo un po' i conti…”, ironizza Di Maio. “Quota 100 è stata confermata – conclude – da M5S, Iv, PD e Leu. Ora Iv dice che presenterà un emendamento su quota 100, quindi chiederà voti a Lega o Fdi e Fi, comunque non avrebbe voti. È un'operazione di bandiera, tutti ne hanno diritto, sognare non costa nulla”.