In primavera è possibile che il governo debba continuare a implementare una serie di misure anti-coronavirus, fatte di restrizioni e chiusure, per cui "desidera avere risorse sufficienti per rispondere a questa eventualità e prolungare, se necessario, lo schema di integrazione salariale fino all'autunno": lo ha scritto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nella lettera inviata al vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e al commissario dell'Economia, Paolo Gentiloni. Documento in cui illustra la decisione di richiedere al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi. Soldi che, spiega Gualtieri, serviranno, tra le altre cose, per finanziare la liquidità delle imprese interessate dalle chiusure, fondi per la sanità e la scuola, e la sospensione dei versamenti.

Lo scostamento è "finalizzato all'adozione di misure volte a sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19", precisa il ministro. E ancora: "Nelle intenzioni del Governo questo è l'ultimo scostamento di bilancio che chiediamo al Parlamento di autorizzare per contrastare la pandemia".

Il ministro ha quindi aggiunto: "Ove la stima del Pil 2021 venisse confermata l'impatto di cassa di questo scostamento potrebbe portare il rapporto debito/Pil in linea con il 2020". La stima del disavanzo 2020, si legge ancora, rimane al 10,8% del Pil e il governo continua a puntare all'obiettivo di deficit del 4,7% nel 2022 e del 3% nel 2023. Il rapporto tra deficit e Pil, invece, quest'anno salirà all'8,8%, avverte ancora Gualtieri, rispetto all'obiettivo previsto in precedenza del 7%, "al netto di revisioni delle previsione di crescita del Pil che potremmo introdurre in una fase successiva".

Gualtieri ha confermato la caduto del Pil nel 2020 al 9%, come indicato anche nella Nadef, ma ha aggiunto in conclusione: "Attendiamo le nuove previsioni del Fmi tra pochi giorni e sono fiducioso che saranno sensibilmente migliori".