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Pagamento Assegno di Inclusione ad aprile 2026, date di accredito Inps e ultime novità

L’assegno di inclusione è stato erogato a partire da mercoledì 15 aprile 2026 a coloro che, dopo l’esito positivo dell’istruttoria a marzo, dovevano ricevere la prima mensilità. Invece, a partire da martedì 28 aprile 2026 arriverà l’accredito per coloro che hanno già ricevuto la misura in precedenza. Vediamo quali sono le novità per l’Adi nel nuovo anno.
A cura di Daniela Brucalossi
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La quarta mensilità dell'anno dell'assegno di inclusione è stata erogata mercoledì 15 aprile 2026 a coloro che, dopo l'esito positivo dell'istruttoria a marzo, dovevano ancora ricevere il primo accredito. Nella stessa data, dovrebbero essere stati pagati anche eventuali arretrati. Invece, l'accredito per coloro che hanno già ricevuto la misura nei mesi scorsi e continuano a possedere i requisiti necessari arriverà domani, martedì 28 aprile 2026.

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità per quanto riguarda l'Adi. Infatti, ha stabilito modalità più favorevoli di calcolo dell’Isee ai soli fini dell’accesso a misure come l'assegno di inclusione.

In primo luogo, in relazione al calcolo dell’indicatore della situazione patrimoniale è previsto un innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione di proprietà da 52.500 a 91.500 euro, elevata a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane, incrementata nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (l’identica misura di ulteriore incremento è prevista, nella normativa finora vigente, per ogni figlio convivente successivo al secondo).

Inoltre, la Manovra ridetermina le maggiorazioni relative alla scala di equivalenza per la presenza di figli nel nucleo familiare, introducendo una maggiorazione specifica anche in caso di nucleo con 2 figli e incrementando ciascuna delle altre maggiorazioni.

Da gennaio è stato eliminato il mese di sospensione previsto allo scadere dei primi 18 mesi di erogazione e dopo ciascun rinnovo. Le famiglie che presentano la domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento potranno evitare interruzioni nel sostegno economico. Il beneficio continua ad avere una durata massima di 18 mesi, rinnovabile per 12 mesi, e la prima mensilità del rinnovo sarà pari al 50% dell’importo spettante.

Tra le novità del nuovo anno, è prevista anche l’estensione del contributo straordinario aggiuntivo, fino a un massimo di 500 euro, anche per i nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese nel novembre 2025 e hanno presentato domanda entro lo stesso anno, previa verifica dei requisiti.

Infine, l'ultima Legge di Bilancio ha rafforzato le risorse destinate alla misura, con uno stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026 e incrementi progressivi nei prossimi anni.

Assegno di inclusione ad aprile 2026, il calendario dei pagamenti Inps

Anche questo mese l'assegno di inclusione viene erogato in due tranche, a seconda delle tempistiche di presentazione e di accoglimento della domanda e di sottoscrizione del patto di attivazione digitale. Questo è il calendario a cui fare riferimento:

  • mercoledì 15 aprile 2026 è stato accreditato a coloro che hanno presentato la domanda entro marzo (con patto di attivazione digitale sottoscritto ed esito positivo dell'istruttoria sempre a marzo) e che attendevano quindi la prima mensilità;
  • martedì 28 aprile 2026, verrà accreditato a coloro che l'hanno già ricevuto nei mesi scorsi (sempre che permangono i requisiti necessari).

Come controllare il saldo dell'Assegno di Inclusione Inps

L'unico modo per verificare che gli accrediti dell'Adi siano avvenuti correttamente è controllare il saldo della carta di inclusione, l'apposita prepagata emessa da PostePay. Ci sono diversi modi per farlo:

  • presso gli ATM Postamat, inserendo la carta e digitando il pin;
  • rivolgendosi agli sportelli di Poste Italiane;
  • tramite il servizio di lettura telefonica disponibile al numero verde 800.666.888 da telefono fisso o al numero +39 06.4526.6888 da cellulare o dall’estero.

Durata e rinnovo dell'Adi nel 2026: le novità

Da gennaio, è stato eliminato il mese di sospensione previsto allo scadere dei primi 18 mesi di erogazione dell'assegno di inclusione e dopo ciascun rinnovo. Le famiglie che presentano la domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento potranno evitare interruzioni nel sostegno economico. Il beneficio continua ad avere una durata massima di 18 mesi, rinnovabile per 12 mesi, e la prima mensilità del rinnovo sarà pari al 50% dell’importo spettante.

Tra le novità del nuovo anno, è previsto un contributo straordinario aggiuntivo, fino a un massimo di 500 euro, per i nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese nel novembre 2025 e hanno presentato domanda entro dicembre, previa verifica dei requisiti. Questo bonus serve a coprire chi si è trovato "nel mezzo" della transizione normativa prima dell'entrata in vigore delle nuove regole.

Invece, a chi ha terminato la fruizione delle prime 18 mensilità nel 2025 e presentato domanda di rinnovo nel 2026 sono applicate le novità introdotte dalla Manovra.

I requisiti per ottenere l'Assegno di Inclusione nel 2026

Nell 2026, l'Adi è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

  • con disabilità (come definita ai fini Isee);
  • minorenne;
  • con almeno 60 anni di età;
  • in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.

Al momento della presentazione della richiesta e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, il richiedente deve essere:

  • cittadino italiano o dell'Unione Europea, oppure familiare di un cittadino con diritto di soggiorno, o cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

Inoltre, nei 10 anni precedenti la domanda, il richiedente non deve aver subito misure cautelari, misure di prevenzione o sentenze definitive di condanna (incluso il patteggiamento).

Inoltre, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso congiuntamente di:

  • Isee in corso di validità di valore non superiore a 10.140 euro;
  • un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.500 euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di quivalenza; se il nucleo familiare è composto da persone con più di 67 anni oppure da persone con più di 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare è fissata a 8.190 euro annui, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza; questa soglia è aumentata a 10.140 euro se il nucleo familiare risiede in un'abitazione in locazione (l'affitto deve risultare dalla dichiarazione sostitutiva unica resa ai fini Isee);
  • il patrimonio immobiliare deve essere di massimo 30mila euro (esclusa la casa di abitazione entro il valore Imu di 150mila euro);
  • il patrimonio mobiliare deve avere una soglia base di 6mila euro, che può essere incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro; a questo importo si applicano le seguenti maggiorazioni: per i figli minorenni un aumento di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo; per i componenti con disabilità un incremento di 5mila euro per ogni componente con disabilità media e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficienza.

Nel 2026, sono state stabilite modalità più favorevoli di calcolo dell’Isee ai soli fini dell’accesso a misure come l'assegno di inclusione. In primo luogo, in relazione al calcolo dell’indicatore della situazione patrimoniale è previsto un innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione di proprietà da 52.500 a 91.500 euro, elevata a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane, incrementata nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (l’identica misura di ulteriore incremento è prevista, nella normativa finora vigente, per ogni figlio convivente successivo al secondo). Restano esclusi dal calcolo gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a causa di calamità naturali.

Inoltre, dal 1° gennaio 2026, i titoli di Stato (BTP, BOT, ecc.), i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale non vengono conteggiati nel patrimonio mobiliare fino a un valore massimo di 50mila euro per nucleo familiare. Questa esclusione è automatica se si utilizza la Dsu precompilata sul portale Inps.

Non ha diritto all'Adi la famiglia in cui un componente si è licenziato volontariamente nei 12 mesi precedenti la richiesta. Si può comunque richiedere la misura se le dimissioni sono state per giusta causa o se il contratto si è concluso con un accordo amichevole davanti all'Ispettorato del Lavoro.

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