Chi effettua lavori di ristrutturazione del proprio appartamento ha diritto a una detrazione fiscale che, in base al tipo di intervento, può raggiungere fino al 65% dell’importo totale. Si tratta di uno sconto che da qualche mese può essere applicato direttamente al momento dell’acquisto: il che vuol dire che chi ne usufruisce invece di vedersi restituire la cifra in dieci anni può approfittare di uno sconto immediato, mentre sarà il fornitore a usufruire del credito d’imposta. E proprio da questo aspetto nasce la necessità di una modifica rispetto a quanto previsto dal decreto Crescita. A spiegarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, rispondendo al question time al Senato proprio sulla questione dei bonus fiscali come l’ecobonus e il sismabonus. La volontà del ministro è quella di modificare al più presto questa normativa che rischia di danneggiare le imprese più piccole, ma per farlo – magari già attraverso la legge di Bilancio – vuole prima aprire un tavolo con le categorie coinvolte.

Perché sono necessarie modifiche all'ecobonus

Il problema è stato sollevato dal Pd con Alan Ferrari, che spiega come per alcune imprese si sia presentata la questione della sostenibilità: per le aziende più piccole è difficile anticipare cifre anche ingenti, così vengono danneggiate a favore di grandi società che questo problema non ce l’hanno. E per questo Ferrari chiede al governo di trovare una soluzione e non indebolire il tessuto delle piccole imprese. D’altronde, come ricorda Patuanelli, l’ecobonus ha stimolato investimenti nel quadriennio per oltre 16 miliardi e nel decennio per 35 miliardi.

Per le piccole aziende sconto immediato insostenibile

Patuanelli spiega che l’idea della norma introdotta dal decreto Crescita era quello di incentivare ulteriormente questi investimenti, ma “ha prodotto un risultato negativo su una parte di attività produttiva, quella prevalente in questo Paese, costituita da piccole e mini imprese”. Un problema che si è creato per due motivi: da una parte i grossi gruppi riescono a dare un prezzo più competitivo soprattutto sui singoli interventi, mentre dall’altra c’è un discorso di capienza fiscale. La “detrazione ha un effetto, lo sconto in fattura un altro, le imprese piccole rischiano di non avere liquidità immediata”, spiega il ministro durante il question time.

Bonus casa, in arrivo novità con la legge di Bilancio

Il ministro dello Sviluppo economico sottolinea quindi “l’esigenza di modificare questo testo: ci sarò un percorso parlamentare, ma riteniamo che serve un ragionamento nella legge di Bilancio per trovare anche gli strumenti per finanziare questa norma”. Ogni discussione, però, non può prescindere dalle categorie coinvolte: “C’è la necessitò di sentire i portatori di interesse. Dobbiamo attivare un tavolo di confronto per arrivare a una soluzione migliore. La ratio della norma non era negativa, ma probabilmente c’è stata una scarsa interazione che ha portato a un risultato negativo”.

Un’altra interrogazione a Patuanelli ha riaffermato la questione, così che il ministro ha risposto ribadendo “la volontà del ministero di convocare il tavolo per individuare le migliori soluzioni possibili tenendo conto delle esigenze di chi viene toccato da questo intervento che aveva la ratio di uno stimolo”. Patuanelli conclude ritenendo che le linee di indirizzo che il ministero presenterà dovranno essere valutate “nelle sedi opportune”, ovvero durante il tavolo con i portatori di interesse e nelle Aule parlamentari, ritenendo “che la legge di Bilancio sia il provvedimento più consono” per intervenire sul tema.