Fermo immagine del video di presentazione di Rivolta Nazionale
in foto: Fermo immagine del video di presentazione di Rivolta Nazionale

“Boia chi molla! Rivolta Nazionale…Questo è il nostro simbolo”. Così Simone Crescenzi aveva annunciato con un video la nascita del suo partito antisemita e antisistema. ‘Rivolta Nazionale' è il nome e il simbolo è la svastica, un simbolo “che non rinneghiamo”, afferma Crescenzi nel video. Ora però, dopo la presentazione nel video a viso scoperto, il leader del nuovo gruppo neonazista capitolino è stato denunciato per apologia di fascismo.

La scelta di Rivolta Nazionale nasce dalla volontà dei militanti di differenziarsi da un partito, quello di Forza Nuova, che ormai per Crescenzi è “inaffidabile” perché “colpevole di fare il gioco della democrazia”. L’attacco al partito di Roberto Fiore è soprattutto per la possibile decisione di non prendere più parte alla manifestazione del 28 novembre dopo la direttiva del ministro dell’interno Marco Minniti. Crescenzi ha sottolineato nel video la presenza di Rivolta Nazionale alla manifestazione del 28 ottobre per ricordare la marcia fascista su Roma del 1922.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso di un intervento alla Camera dei Deputati aveva affermato che la “Marcia dei Patrioti” organizzata per il 28 ottobre a Roma da Forza Nuova “richiama in modo palese l’atto di nascita del regime fascista” sottolineando che “che una manifestazione così si porrebbe in chiaro contrasto con l’ordinamento giuridico, con la legge Scelba e quella Mancino”. Anche il capo della polizia Franco Gabrielli aveva concordato con il ministro sottolineando che la manifestazione non sarebbe stata autorizzata.

Rivolta Nazionale nasce da una costola di Militia, il gruppo antisemita capeggiato dal militante di estrema destra Maurizio Boccacci. “Rivolta Nazionale intende continuare coerentemente a non fare alcun patto con organizzazioni che troppe volta hanno dimostrato quanto siano lontane dal nostro modo di pensare e per questo confermiamo la nostra presenza per il 28 ottobre, per dire ‘no’ a questo regime liberticida”, afferma Crescenzi nel video.

Per poi aggiungere: “Vogliamo combattere uno Stato che ci vorrebbe morti e che ci ha emarginato da tempo. Uno Stato che ci vuole levare addirittura il diritto di parola”.