Roberto Vecchioni a processo per diffamazione per le frasi su Geronimo La Russa e il furto del 1997
Roberto Vecchioni andrà a processo per diffamazione aggravata nei confronti di Geronimo La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa. A deciderlo è stato il giudice del Tribunale di Firenze al termine dell'udienza predibattimentale. Come ha spiegato in una nota l'avvocato di parte civile Vinicio Nardo, il magistrato ha ritenuto che ci siano gli elementi per una "ragionevole previsione di condanna" e ha disposto il rinvio a giudizio per il cantautore milanese. Il processo vero e proprio, che si celebrerà con il rito ordinario, comincerà il 1° febbraio 2027 davanti ai giudici fiorentini.
Sulla decisione del giudice ha pesato anche una vicenda surreale accaduta dentro gli uffici giudiziari. Oltre un anno e mezzo fa, subito dopo la notifica dell'avviso di chiusura delle indagini, i legali di Vecchioni, gli avvocati Simone Ciro Giordano e Ugo Cerruti, avevano depositato in Procura una serie di documenti difensivi considerati decisivi per chiarire la posizione del loro assistito. Ma quei file, allegati all'interrogatorio del cantautore, sono andati smarriti nei faldoni e oggi vengono considerati non più recuperabili. Già a luglio scorso il processo era stato rinviato proprio con la speranza di ritrovare quel materiale, ma le ricerche negli uffici non hanno portato ad alcun ritrovamento. Per questo motivo, non potendo il giudice acquisire i documenti d'ufficio, la difesa dovrà depositare nuovamente tutto il materiale in vista dell'apertura del dibattimento.
Perché Roberto Vecchioni è stato denunciato per diffamazione
La denuncia presentata da Geronimo La Russa fa riferimento a quanto accaduto nel luglio del 2023. Durante il Festival La Gaberiana a Firenze, intervistato dal giornalista Andrea Scanzi, Vecchioni decise di raccontare dal palco un episodio risalente al 1997. Si trattava di una festa organizzata nella sua abitazione di Milano da una delle sue figlie, che all'epoca aveva appena quattordici anni. Secondo il racconto fatto dal cantautore in quell'occasione, quella sera entrarono in casa diversi ragazzi che portarono via vari oggetti personali, tra cui souvenir e capi d'abbigliamento, spaccando anche alcune cose. Proprio durante l'intervista, il cantante pronunciò la frase che gli sarebbe valsa la querela per diffamazione: "Uno di quei ragazzi si chiamava Geronimo".
All’epoca dei fatti, però, era stato lo stesso Vecchioni a sporgere denuncia e la Procura per i minorenni di Milano aveva aperto un'inchiesta per identificare i responsabili. Le indagini delle forze dell'ordine individuarono i giovani presenti a quella serata, ma la posizione di Geronimo La Russa fu archiviata dal magistrato perché il ragazzo fu considerato completamente estraneo ai fatti e ai furti. Il procedimento dell'epoca proseguì solo contro gli altri giovani che avevano partecipato a quella festa e si concluse con la condanna dei veri responsabili. Per l'accusa, quindi, le parole pronunciate dal cantante nel 2023 non corrisponderebbero al vero e avrebbero leso la reputazione di Geronimo La Russa, riaprendo pubblicamente una vicenda giudiziaria chiusa e chiarita da tempo.
Vecchioni non era presente in aula a Firenze per problemi di salute. Ai suoi legali spetta adesso il compito di ricostruire l'intero fascicolo andato perso e preparare la strategia di difesa per l'inizio del processo.