Pompei, riemerge un armadio chiuso da 2000 anni: monete, amuleti e ricordi di una vita interrotta dal Vesuvio

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Soppalco collassato a Pompei
Le foto dell’armadio riemerso a Pompei con monete, amuleti e oggetti quotidiani rimasti nascosti per quasi 2.000 anni dopo l’eruzione del Vesuvio.

Il fascino di Pompei risiede anche nelle scoperte che periodicamente riportano alla luce frammenti di un'epoca lontana. Nella casa IX 11, 7, attribuita a Cornelius Maximus sulla base di iscrizioni oggi non più visibili e scavata in parte già nel 1912, è stato ritrovato un armadio rimasto chiuso dopo l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La dimora si trova su via dell'Abbondanza, una delle principali arterie della città antica, e il suo contenuto restituisce uno spaccato della quotidianità dei suoi abitanti.

Nell'armadio, infatti, sono stati trovati una pinzetta e uno strumento utilizzato per preparare o stemperare sostanze cosmetiche, un balsamario di vetro e un bruciaprofumi. Poi una lucerna di bronzo che serviva per illuminare casa e pesi di piombo, utilizzati probabilmente per un'attività commerciale, conservati in una cassetta di legno della quale restano soltanto delle tracce. Gli oggetti restituiscono un quadro delle abitudini personali, del lavoro e della vita domestica. C'erano vasi e pentole di bronzo, vetro e ceramica oltre a una collana composta da 24 oggetti in miniatura di faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, tutti con un foro di sospensione e rappresentanti delle divinità (tra queste si riconoscono Mercurio e Bes) ma anche mani, piedi, pigne e grappoli.

Probabilmente erano collane che rientravano nella categoria dei crepundia, ovvero i sonagli, che servivano come amuleti per i bambini, proteggendoli attraverso immagini ritenute sacre o di buon augurio, ma anche per tenerli sempre sotto controllo, grazie al suono prodotto dai piccoli oggetti. Questi amuleti erano anche conservati quando ci si faceva adulti e probabilmente erano tenuti come ricordo d'infanzia, soprattutto in una società caratterizzata da un’elevata mobilità geografica, in cui molte persone vivevano lontano dalla famiglia e dai luoghi della propria infanzia.

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Ritrovamento monete a Pompei

Oltre a questi oggetti è stato ritrovato anche un tesoretto di 38 monete in bronzo che suggeriscono che i proprietari non abbiano avuto il tempo di recuperare i propri averi. Le ipotesi sono varie: potrebbero essere morti durante l'eruzione oppure essere riusciti a fuggire senza avere la possibilità di tornare. Gli scavi hanno inoltre rivelato che nella casa erano in corso lavori di ristrutturazione. "Pompei non è soltanto un luogo di grandi opere d'arte: è anche un luogo in cui gli oggetti più comuni restituiscono la dimensione umana del passato. Il valore di questa scoperta sta nella possibilità di leggere insieme le diverse tracce di una vita: le abitudini personali, il lavoro, i ricordi. Non possiamo ricostruire con certezza l'identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità" come ha sottolineato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel.

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