Chi sono le Fourteen, il primo gruppo K-Pop italiano: “Sui social ci bullizzano ma noi andiamo avanti”

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Fourteen, 2026
Chi sono le Fourteen, il primo gruppo K-Pop italo-europeo composto da Viola Scalzo, Cahaya Lovisa Kabuhung, Sofia Di Giamberardino (in arte Deegee) e Sofia Peleggi (Sofy). Qui l’intervista.

Le strade di Viola Scalzo, Cahaya Lovisa Kabuhung, Sofia Di Giamberardino (in arte Deegee) e Sofia Peleggi (Sofy) si sono incrociate a Roma, scelte tra oltre 5.000 candidate per formare le Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo targato Warner Music Italy e Rai. A cui si aggiunge la direzione artistica di Paolo Meneguzzi. Le protagoniste hanno avuto già in passato esperienze televisive, come Viola che arriva da "Io Canto Generation", o come la cantante quattordicenne italo-svedese-indonesiana Cahaya dai palchi spagnoli di "The Voice Kids". Le loro vocalità verranno accompagnate dalle qualità coreografiche di Deegee e Sofy che portano in dote la street dance e l'attitudine urban.

Dopo il debutto estivo, il gruppo torna il prossimo 23 ottobre con "Bulletproof", un singolo che vede le produzioni internazionali di Erik Lidbom e Andreas Carlsson e che anticipa la serie tv in arrivo nel 2027 sul nuovo canale Rai V/BE. Il racconto del primo incontro a Roma, la tensione e la pressione dei casting, ma anche le critiche ricevute sui social dopo l'annuncio del progetto: "Le critiche nascono principalmente per attaccare le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata. Eppure le passioni sono il motore che ci spinge ad andare avanti e, ingiustamente, sono la prima cosa che viene presa di mira". Qui l'intervista alle Fourteen.

Come vi siete conosciute e com'è nata la vostra passione per il K-Pop?

Sofy: Ci siamo conosciute direttamente ai casting, prima non ci eravamo mai incrociate. Ci siamo incontrate a Roma. La mia passione per il K-Pop è esplosa nel 2020, durante il lockdown, partendo dalle Blackpink. Poi mia cugina mi ha trasmesso definitivamente questo amore, e da lì ho iniziato a seguire assiduamente tutto il panorama K-Pop.

Viola: Io lo seguo da molto meno tempo rispetto a loro. In realtà, mi sono avvicinata seriamente a questa musica da quando vivo con le altre ragazze: lo ascoltano 24 ore su 24! È un genere che mi ha subito contagiata, amo moltissimo l'energia che questi gruppi riescono a portare sul palco.

Cahaya: Io mi sono avvicinata al K-Pop a soli sei anni, credo fosse il 2018. Lo seguo da otto anni ormai; ho iniziato con le TWICE e le Blackpink perché vengo dall'Indonesia, e lì tutti amano il K-Pop, è un fenomeno gigantesco! Tutta la mia famiglia e i miei amici mi dicevano: "Devi assolutamente ascoltarlo". Ero solo una bambina, quindi si può dire che tutta la mia vita si sia sviluppata attorno al K-Pop.

Deegee: Per me è iniziato tutto quattro o cinque anni fa, trainata soprattutto dalle coreografie. Avendo iniziato a partecipare a gare ed eventi di ballo in giro per l'Italia, ho coltivato naturalmente questa passione. Il mio percorso di studi nasce proprio con l'Hip-Hop, per poi aprirsi alla danza in generale, in modo da avere una preparazione completa.

"Bulletproof", il vostro nuovo singolo, è un brano che affronta il tema del cyberbullismo. Come vivete il vostro rapporto con il mondo digitale e con i commenti che leggete online? 

Sofy: Da quando siamo diventate personaggi pubblici, riceviamo costantemente commenti, sia positivi che negativi. Ne abbiamo discusso spesso tra di noi e la verità è che siamo consapevoli di fare qualcosa che amiamo e che ci rappresenta profondamente. Per questo, qualsiasi commento negativo fine a se stesso non ci è utile per crescere: lo leggiamo, lo ignoriamo, a volte ci facciamo anche una risata sopra, e andiamo avanti.

Deegee: È fondamentale ricordare, però, che davanti a queste dinamiche ci sono anche persone molto fragili. Bulletproof vuole rivolgersi proprio a chi si sente più indifeso e colpito dal bullismo, anche online. Con questa canzone vogliamo dire loro che non sono soli, che bisogna farsi scivolare addosso le critiche che cercano di tarpare le ali. Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata. Eppure le nostre passioni sono il motore che ci spinge ad andare avanti e, ingiustamente, sono la prima cosa che viene presa di mira.

Com'è stato essere scelte tra 5.000 candidate? Quanto è stato difficile il processo di selezione e che valore ha, oggi, veder riconosciuto il vostro impegno?

Cahaya: È incredibile pensare di essere state scelte tra 5.000 ragazze, specialmente ricordando la fase finale dei casting. Quando siamo rimaste solo in poche, il livello di talento di tutte le partecipanti era già altissimo. È stato un momento difficile, drammatico e carico di tensione, perché continuavamo a chiederci: "Chi elimineranno adesso?". Sembrava un po' un survival show, come li chiamano nel K-Pop, dove i concorrenti vengono eliminati dopo aver superato delle prove di canto e ballo. Ero davvero nervosa, credo lo fossimo tutte. Ma, al di là del talento tecnico, credo che a unirci definitivamente siano state la nostra chimica, l'energia che sprigioniamo insieme e i nostri caratteri.

Viola: Aggiungerei anche la consapevolezza che moltissime persone stanno investendo su di noi, sul nostro gruppo e sull'intero progetto. Sapere che credono così tanto in noi ci sprona a impegnarci ogni giorno di più per migliorare.

Come hanno reagito le vostre famiglie a questo percorso, che rappresenta un investimento enorme per il vostro futuro?

Sofy: I nostri genitori sono proprio qui fuori ad aspettarci! Sono i nostri primissimi fan, ci accompagnano letteralmente ovunque. Noi veniamo da Roma, Viola da Biella, eppure loro sono sempre in prima linea per supportarci. Ovviamente sono rimasti sbalorditi dalla portata di questo progetto: le canzoni, la serie TV, il coinvolgimento di realtà come Rai e Warner. È un'avventura immensa che nessuno si sarebbe mai aspettato. E poi è successo tutto in un lampo: abbiamo fatto i casting in un mese, a giugno, e ai primi di luglio eravamo già in viaggio.

Viola: Esatto, il primo mese siamo volate in Svizzera per lavorare alla preparazione del nuovo singolo. Poi, ad agosto, ci siamo trasferite a Roma per girare la serie TV.

Per alcune di voi non è il primo approccio con le telecamere. Com'è trovarsi su un set televisivo e che effetto vi fa debuttare su un nuovo canale Rai?

Viola: Io avevo già partecipato a un programma televisivo, Io Canto Generation su Canale 5 con Gerry Scotti, ma questo progetto è su un altro pianeta. Questa è una sitcom e si basa interamente sulla recitazione. Sono due declinazioni della televisione completamente diverse tra loro, ma entrambe meravigliose.

Cahaya: Anche io avevo già preso parte ad altri programmi musicali in Spagna, come The Voice Kids. Inoltre lavoro come modella e attrice da quando avevo cinque anni; ho girato parecchi spot pubblicitari per diversi brand in Spagna e, a volte, anche in Indonesia. Però non avevo mai recitato in una serie TV interamente in lingua italiana! Ho dovuto imparare l'italiano appositamente per questo ruolo: è stata una bella sfida, ma mi sono divertita tantissimo.

Se doveste scegliere un elemento che vi accomuna come gruppo, un tratto distintivo, quale sarebbe?

Deegee: Senza dubbio la passione e la determinazione. Abbiamo personalità profondamente diverse tra loro, ma la passione è il collante che ci tiene unite. Se siamo riuscite ad arrivare fin qui è solo perché il nostro amore per ciò che facciamo è immenso, e la determinazione nel realizzarlo lo è ancora di più.

Facendo un piccolissimo passo indietro: fate parte anche voi dell'army dei BTS o siete fan di altri gruppi K-Pop?

Sofy: Assolutamente sì, li seguiamo moltissimo!

Cahaya: Li adoriamo.

Deegee: Personalmente subisco molto il fascino delle sfide e delle coreografie pazzesche che portano in scena i vari gruppi.

Invece, sogni per il futuro? C'è qualche collaborazione nel cassetto che vi piacerebbe realizzare?

Sofy: Il primissimo augurio è quello di ritrovarci, tra qualche anno, ancora tutte insieme come gruppo, ancora più unite e sicure del nostro percorso. Parlando di collaborazioni, avere l'opportunità di lavorare con i giganti internazionali del K-Pop sarebbe il massimo, il sogno di una vita. Per ora, però, ci concentriamo sul nostro primo grande traguardo: far arrivare la nostra musica e il nostro talento al maggior numero di persone possibile.

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