Nobel per la Letteratura 2026, nessun italiano tra i favoriti: da Can Xue a Murakami, i pronostici sul vincitore

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Anne Carson, Can Xue e Haruki Murakami, tra i favoriti del Nobel per la Letteratura 2026
Alla vigilia del Nobel per la Letteratura 2026 ecco i favoriti, dalla scrittrice cinese Can Xue al giapponese Haruki Murakami e la canadese Anne Carson. Per i bookmaker, solo Claudio Magris è tra i papabili per l’Italia.

L'8 ottobre si deciderà il Premio Nobel per la Letteratura 2026. Come ogni anno l'interesse è capire se le quotazioni degli scommettitori che stilano l'elenco dei favoriti corrisponderanno al vincitore, come accaduto lo scorso anno, oppure riserverà qualche sorpresa. La scelta del 2025 di consegnare il riconoscimento allo scrittore ungherese László Krasznahorkai non fu una sorpresa. Erano anni che il nome dello scrittore di "Satantango" e "Melancolia della resistenza" era tra i papabili vincitori, il dubbio è, come sempre, nella ripartizione tra genere, generi e nazionalità. Negli ultimi anni, infatti, l'Europa l'ha fatta da padrona, con qualche incursione negli Stati Uniti e in Corea del Sud, oltre a Abdulrazak Gurnah che è della Tanzania ma con passaporto britannico. L'Italia, dal canto suo, non ha favoriti da tanti anni.

Non esistono criteri fissi per l'assegnazione del Premio, anche se ci sono alcune indicazioni. Sicuramente conta la qualità letteraria, in che modo uno scrittore ha contribuito allo sviluppo della letteratura mondiale. Sono importanti l'innovazione formale e stilistica, giudicate in relazione allo sviluppo e all'espansione di un campo letterario. Poi c'è l'universalità, anche se non è stringente, perché a volte conta l'influenza in una determinata area geografica, come dissero Mats Malm e Anders Olsson, rispettivamente segretario permanente e membro del Comitato Nobel. Meno importante è la popolarità in sé, spesso legata a dinamiche che non interessano agli organizzatori del Premio.

Quest'anno tra i più quotati ci sono nomi che si inseguono da tempo, tutti meritevoli di ambire a un premio così importante sia per il prestigio che per una questione prettamente economica: il vincitore, infatti, riceve anche un premio di 11 milioni di corone svedesi, pari a circa un milione di euro. Quest'anno tra i favoriti c'è la scrittrice cinese Can Xue che in Italia è pubblicata da Utopia Editore per cui sono usciti libri come "La strada di fango giallo", "Dialoghi in cielo" e quest'anno "La vecchia nuvola fluttuante". Fa sempre capolino nei primi posti uno scrittore molto amato come il giapponese Haruki Murakami: da anni il suo nome è sempre il più papabile e ogni anno lo precede qualcun altro, facendolo diventare il Leonardo Di Caprio della letteratura mondiale.

Ottime possibilità ha anche la poetessa canadese Anne Carson, un'istituzione della letteratura mondiale che, da classicista, riesce continuamente a innovare la forma e la lingua. Poi c'è l'australiano Gerald Murnane, autore di un altro libro culto come "Le pianure" (pubblicato da Safarà Editore), uno degli scrittori più idolatrati al mondo, una popolarità che si scontra con la sua reticenza a muoversi e mostrarsi. E a proposito di reticenza a mostrarsi, avrebbe ottime possibilità anche Thomas Pynchon, scrittore di capolavori come "L'arcobaleno della Gravità", "V.", "Mason e Dixon" e da qualche anno feticcio del regista Paul Thomas Anderson che dai suoi libri ha tratto due film come "Vizio di forma" e "Una battaglia dopo l'altra", ispirato a "Vineland".

Tra i favoriti ci sono anche scrittori e scrittrici come Lidia Jorge, Mircea Cartarescu, Lyudmila Ulitskaya, Cristina Rivera Garza, Margaret Atwood e due francesi come Michel Houellebecq e Emmanuel Carrère. Ma la lista è lunghissima e non vede alcuno scrittore italiano nelle prime posizioni. Come sempre il nome più quotato, ma comunque sempre molto basso nella classifica, è quello di Claudio Magris. Storicamente l'Italia non è un paese da Nobel. L'ultimo fu Dario Fo nel 1997, prima di lui ci sono stati solo cinque vincitori: Giosuè Carducci (1906), Grazia Deledda (1926), Luigi Pirandello (1934), Salvatore Quasimodo (1959) ed Eugenio Montale (1975).

Da quel momento, nonostante il nostro Paese abbia avuto anche successi internazionali, non c'è stato alcun candidato serio al titolo. Chiaramente Magris è un candidato plausibile, grazie alla sua statura internazionale, poi ci sarebbe Elena Ferrante, probabilmente insieme a Roberto Saviano il caso letterario italiano più importante all'estero, grazie al successo de "L'amica geniale". Altri nomi che potrebbero ambire almeno a giocarsela o, quantomeno, a stare in posizioni alte sarebbero quello di Dacia Maraini, una scrittrice che ha un valore in tanti campi della letteratura, apprezzata all'estero e con una carriera lunghissima, ma anche Domenico Starnone, sicuramente uno degli scrittori italiani contemporanei più importanti e influenti e Michele Mari, vincitore dell'ultimo Premio Strega.

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