David Rossi è stato ucciso per sbaglio: “Volevano spaventarlo, lo hanno messo a testa in giù nel vuoto”
Oggi in Commissione d'inchiesta sulla morte di David Rossi sono stati svelati tutti i particolari di quanto emerso dagli accertamenti degli ultimi mesi. Stando ai verbali consegnati anche a Fanpage.it, a fare i nomi di Gabriele Ceccherelli, storico giocatore del calcio storico fiorentino, e Giuseppe Mussari, ex presidente di Monte di Paschi di Siena, è stato un detenuto coinvolto in un procedimento giudiziario a Roma. Avrebbe fatto i nomi di due persone che sarebbero coinvolte nell'omicidio. O meglio, Gabriele Ceccherelli avrebbe organizzato la violenza poi eseguita da altre persone, mentre Mussari sarebbe stato ritenuto dal detenuto il mandante di una intimidazione che alla fine sarebbe sfociata in un omicidio. Tutto dovrà essere accertato: nessuno dei due risulta al momento indagato dalla Procura. Ora entriamo nel dettaglio di quanto detto stamattina in conferenza stampa e su quanto si legge nei verbali.
A iniziare dal movente. David Rossi è morto precipitando il 6 marzo del 2013 dalla finestra del suo ufficio della Monte dei Paschi di Siena. Il detenuto (che non sarebbe coinvolto nell'accaduto) avrebbe riferito ai membri della Commissione che l'obiettivo di quella sera non era di uccidere David Rossi ma di intimidirlo. Ma intimidirlo perché? Rossi avrebbe voluto svelare alle autorità gli illeciti affari che accadevano all'interno degli uffici della Monte dei Paschi di Siena e che vedrebbe coinvolta anche la criminalità organizzata. "Come se intimidendolo lo volessero proteggere da un possibile agguato mafioso", precisano dalla Commissione. Ma alla fine David Rossi – sempre secondo la Commissione – quella sera non si suicidò ma venne gettato già dalla finestra. Ma di preciso cosa ha detto il detenuto?
Alla domanda "Lei ha parlato del coinvolgimento di tale Gabriele Ceccherelli. Può riferire che cosa abbia materialmente fatto la sera dell'evento della dipartita del dottor Rossi?". Il detenuto-fonte avrebbe risposto così: "Mi è stato riferito evidentemente dopo l'evento che il Ceccherelli non è salito nell'ufficio di David Rossi, ma sono saliti altri due calcianti della squadra azzurra del calcio storico fiorentino, di cui il Ceccherelli era stato capitano. Preciso di non conoscere l'identità dei calcianti che sono saliti nell'ufficio di David Rossi".
E ancora: "Specifico, inoltre, che sia il Ceccherelli sia il Mussari avevano paura che l'altro potesse parlare, dato che il proposito iniziale era solo quello di fare paura al Rossi e poi, fatalmente, le cose erano degenerate in un omicidio". Ecco quindi il movente di quella che poi si è trasformata in una tragedia: Rossi non doveva essere ucciso, bisognava impedirgli che rivelasse certe cose. Negli anni successivi Mps è stata al centro di gravi scandali finanziari, inchieste giudiziarie e processi penali a partire soprattutto dal 2007.
Ma come è stato ucciso David Rossi? Il detenuto racconta così quello che sa sulla dinamica: "Per quanto sia di mia diretta conoscenza la dinamica sarebbe stata la seguente: per far paura al Rossi le persone presenti all'interno dell'ufficio prima lo malmenarono lievemente, poi lo sbatterono con la faccia sul davanzale facendogli vedere la strada, sottolineando che se il Rossi non avesse fatto ciò che gli era stato detto di fare, lo avrebbero buttato giù. A questo punto, il Rossi mostrava di non piegarsi alla minaccia. Pertanto i due, al fine di portare a termine il lavoro, ovvero di persuadere il Rossi a fare quanto gli veniva chiesto, lo misero a testa in giù fuori dalla finestra, prendendolo per i piedi. Il Rossi, a questo punto, si divincolava e successivamente, dopo essere sfuggito dalle mani dei suoi assalitori, cadeva nel vuoto".
Poi il detenuto ha aggiunto: "Vorrei precisare che la dinamica è quella per cui gli assalitori, per mettere il Rossi fuori dalla finestra, inevitabilmente, lo presero dall'orlo basso dei pantaloni. Successivamente, dato che il Rossi continuava a divincolarsi, uno degli assalitori lo prendeva per le braccia, l'altro continuava a tenerlo per i piedi spingendolo verso fuori, ad un certo punto la posizione del corpo del Rossi si invertiva. Quindi il Rossi rimase appeso fuori dalla finestra per le braccia e successivamente cadde".
Fin da subito la Commissione aveva parlato di una pista investigativa sulla ‘ndrangheta. Dalle ultime rivelazioni cosa c'entra la ‘ndrangheta? Il detenuto sentito dalla Commissione ha precisato che Rossi "non era ‘molto pulito': sono a conoscenza del fatto che era in affari con Nicolino Grande Aracri e persone a lui vicine (di una di esse, in particolare ricordo il cognome: Muto, (non rammento il nome di battesimo); nello specifico, il Rossi gestiva dei conti correnti per le persone citate, avendo accesso diretto a tali conti: faceva fruttare i soldi, spostandoli da un conto all'altro, convertendoli in criptovalute, poi riconvertendo i bitcoin in denaro contante per impedire il tracciamento di tale denaro".
Infine la domanda: "In quale area geografica precisamente il Rossi svolgeva tale attività parallela alla sua attività lavorativa ‘ordinaria'?". La fonte della Commissione ha precisato: "So che si muoveva bene nelle province di Mantova, Reggio Emilia,
Bologna. Nello specifico, a Viadana so che il Rossi ha portato dei soldi all'impresa di Muto, impresa che si era aggiudicata i lavori per la ristrutturazione dello stadio (credo, ma non ne sono sicuro, che il nome di battesimo del Muto possa essere Antonio)".