Sally Rooney, stop ai libri in UK per il sostegno a Palestine Action. Amnesty: “Grave per la libertà d’espressione”

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Sally Rooney - ph David Levenson:Getty Images
Sally Rooney non sarà più distribuita in Gran Bretagna per il sostegno al movimento Palestine Action: “Pronta ad accettarne le conseguenze”. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International a Fanpage: “Effetto raggelante”.

I libri di Sally Rooney non saranno più venduti in Gran Bretagna a causa dell'appoggio della scrittrice irlandese alla rete di attivismo Palestine Action, bandita nel Paese. Lo ha comunicato la sua casa editrice Faber & Faber che in una nota ha scritto che a causa dell'attuale normativa nel Regno Unito (il Terrorism Act), non possono trasferire alla scrittrice i proventi derivanti dal suo lavoro nel Paese: "Per un editore, vendere l’opera di uno scrittore senza potergliene corrispondere i guadagni è una condizione inaccettabile". Di conseguenza, la casa editrice ha deciso di non distribuire più i libri della scrittrice nel Regno Unito: "Restiamo con orgoglio l’editore del suo straordinario corpus di opere, che continueremo a vendere in altri territori".

A Fanpage, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, condanna la scelta del Regno Unito: "Il Terrorism Act ha un effetto raggelante sulla libertà d'espressione, per il timore di subire conseguenze penali. La Gran Bretagna ne esce male, in questi tre anni ha inviato armi a Israele e perseguitato chi vi si opponeva con accuse di terrorismo". Sulla questione ha spiegato: "Sally Rooney è una scrittrice molto attenta ai diritti umani. Non è finita sotto attacco per ciò che ha scritto, ma per aver espresso solidarietà nei confronti di Palestine Action: un gruppo represso dalle autorità britanniche in base a una legge troppo ampia, vaga, generica sul terrorismo, usata per perseguire azioni che non sono qualificabili come atti di terrorismo".

Rooney è una delle scrittrici più lette al mondo, grazie a opere come "Parlarne tra amici", "Persone normali", "Dove sei, mondo bello" e l'ultimo "Intermezzo" (tutti pubblicati in Italia da Einaudi). Tutti i suoi libri sono diventati bestseller mondiali, con fortunate serie tv tratte dai primi due. Lo scorso anno la scrittrice aveva dichiarato di voler continuare a sostenere, anche economicamente, Palestine Action. Questo nonostante il mese prima il gruppo fosse stato inserito tra le organizzazioni terroristiche dal Regno Unito, pur rimanendo del tutto legale in Irlanda: "Ho fatto tutto il possibile per essere onesta con il pubblico riguardo alle mie convinzioni e intenzioni, e sono pienamente pronta ad accettarne le conseguenze" ha dichiarato in una nota al Guardian.

Palestine Action è "un movimento di azione diretta impegnato a porre fine al coinvolgimento globale nel regime di apartheid e di genocidio attuato da Israele" come scrive sul proprio sito ufficiale. La sua battaglia la porta avanti "attraverso tattiche di disturbo", prendendo di mira "le aziende che sostengono il complesso militare-industriale israeliano, con l'obiettivo di impedire a tali imprese di trarre profitto dall'oppressione del popolo palestinese" continuano nella loro descrizione sul sito. Finanziando il movimento, in base all'articolo 15 del Terrorism Act, Sally Rooney rischierebbe conseguenze penali per l'intenzione di inviare loro del denaro e per questo, in base all'articolo 13, rischierebbe 6 mesi di prigione. Motivo per cui ha anche cancellato un viaggio previsto in Gran Bretagna per ritirare il Premio Sky Arts per la letteratura e ha annullato tutti i suoi impegni pubblici futuri.

A proposito di Palestine Action e della repressione della libertà d'espressione nel mondo, Noury ha ricordato a Fanpage che già nel 2025 avevamo assistito a una dura repressione nei confronti di chi manifestava solidarietà verso questo gruppo, definendola "una spirale di sostegno e conseguente persecuzione che è proseguita anche nei mesi successivi". Ma il portavoce di Amnesty ha spiegato anche: "Centinaia di scrittrici e scrittori nel mondo sono perseguitati proprio per ciò che scrivono. Penso alla Turchia, all'Iran o agli autori rinchiusi da tempo immemore nelle carceri dell'Eritrea. Come ha ricordato lo scrittore turco perseguitato Ahmet Altan, la penna è un'arma fondamentale: anche quando gli autori sono fisicamente reclusi, le parole riescono a superare le sbarre e a far evadere i pensieri".

Il caso di Sally Rooney si inserisce in questo quadro di repressione che colpisce tutto il mondo: "Gli scrittori rappresentano un pericolo continuo per i regimi autoritari e repressivi: la loro popolarità, l'autorevolezza della loro figura e il valore intrinseco dei loro scritti costituiscono una minaccia concreta per chi cerca di soffocare la libertà" ha concluso Noury.

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