Ci sono alcune storie che per un motivo o per un altro ti restano sulla pelle, ti spaccano l’anima e non ti lasciano più. Quella di Giulio Regeni, per me, è una di queste e mi sono domandato tante volte perché. Ho trovato molte risposte ma quella che più mi ha convinto è che Giulio, per me, è un ragazzo che resterà ragazzo per sempre, e come tale è un figlio. E quando diventi padre, forse, hai uno sguardo più delicato nel guardare alle vite degli altri, dei figli degli altri, ragazzi e ragazze.

Perché quando hai un bimbo e una bimba molto piccoli che in tutto e per tutto dipendono da te, alle volte accade che con la tua ragazza, di sera sul divano, quando finalmente sono andati a dormire e hai due minuti solo per voi (senza dover pensare a pulire culi, dar da mangiare, soffiare nasi e giocare a draghi e principesse e non necessariamente in quest'ordine), ti ritrovi lì a guardar le loro foto, a parlar di loro, a immaginare come saranno da grandi, quando saranno un ragazzo e una ragazza, quando leggeranno (leggerete) questa mia lettera per loro (per voi). Perché, alla fine, quando son lì che ti stressano l’anima h24 vorresti avere un po' di tempo solo per te, lontano da tutto, ma poi quando non ci sono (quando non ci siete), ti mancano e vorresti che fossero lì. E Giulio mi manca, non so bene perché, se dovessi spiegarlo logicamente, ma mi manca.

Mi manca perché Giulio è il migliore di tutti noi, è quanto di meglio potremmo essere ed è come vorrei che fossero i miei figli da grandi: un uomo e una donna coraggiosi, che si pongono aldilà di tutto per continuare un sogno, per sostenere e dar voce a chi ne ha bisogno, ai più deboli, perché, come diciamo sempre, io e la mia ragazza, prima di spegnere la luce per la buona notte “non c’è niente di più bello che stare insieme”.

Giulio è figlio di noi tutti

Giulio è figlio di noi tutti. E lo abbiamo abbandonato. Ed è per questo che la sua storia, la sua vita, i suoi sogni si sono attaccati alla pelle, e ci spaccano l’anima giorno dopo giorno in cui la verità rimane nascosta sotto quella nostra maledettissima pelle. Giulio è nostro figlio e come tutti i figli è il nostro futuro e per l’ennesima volta lo stiamo tradendo e ammazzando quel futuro. Giulio è il nostro senso di colpa, di noi che stiamo bene e non riusciamo a farcene una ragione, perché c’è l’inferno fuori dal nostro cazzo di paradiso e lui ha provato a cambiarlo, a spegnere le fiamme di quel maledetto inferno, mentre noi stiamo qui a dannarci l’anima per il mutuo, l’affitto e le bollette e siam capaci solo di lamentarci. Ma Giulio è mio figlio e i figli non si abbandonano, mai. O quantomeno non si dovrebbe, mai.

Genova 2001 e un altro mondo possibile

Io sono figlio di una generazione strana, che non è stata in grado, metaforicamente parlando, di uccidere i propri padri, schiacciato da una parte dai ventenni che sono esseri umani totalmente nuovi e dall’altra da ultra sessantenni che non si schiodano dai loro maledetti letti di lana e fan scempio di noi povera carne umana buona sola a pagargli la pensione. Ma dopo che a Genova hanno ammazzato i nostri vent’anni e li hanno lasciati per terra, noi ora avremmo il dovere di non permettere a nessuno che i vent’anni di Giulio, i vent’anni delle nostre figlie e dei nostri figli, restino ancora una volta senza verità, quella verità che come ebbe a dire Licia Pinelli “È l’unica forma di giustizia.” Ed è per questo che io, che noi, cercheremo di afferrarla quella verità, tirarla fuori e urlarla con tutta la nostra voce.

Perché gridare forte “Verità per Giulio Regeni”, non vuol dire soltanto dar pace alla memoria di un povero ragazzo trucidato e ammazzato ingiustamente. Vuol dire rendere giustizia alla verità di un’intera generazione, di un intero paese, che è stanco di vedere perire la morale e l’etica sotto il peso degli interessi di stato economici e politici, perché il nostro primo interesse dovrebbe essere – anzi è – la vita di ogni essere umano a prescindere da qualsiasi cosa. "Verità per Giulio Regeni" è la liberazione di una generazione e di un paese stanchi di veder morire innocenti ovunque, in qualunque parte del mondo e non sentire urla di strazio, ma commenti di cani rabbiosi senza rabbia, capaci solo di fomentare odio che incitano alla morte dell’altro, del diverso da te.

La verità è l'unica forma di giustizia

Quella di Giulio è una vicenda che dovrebbe racchiudere attorno a se tutto un paese, una storia che dovrebbe unire gli esseri umani in nome di un’orribile ingiustizia evidente e lampante ma nonostante tutto invece è una storia che qualcuno ha saputo usare per dividere, creare odio, falsità. "Verità per Giulio Regeni" è l’urlo di una generazione che non vuole più vedere il falso e la costruzione della "verità" portate a regime di normalità.

Giulio è mio figlio, è nostro figlio e mi manca per tutto questo e per molto altro ancora. E farò tutto quanto sia in mio potere perché nessuno lo dimentichi mai e spero che anche voi due, piccoli miei non lo facciate mai. Sto scrivendo uno spettacolo in questi giorni, in quegli stessi giorni in cui Giulio fu catturato, torturato e ucciso (e su cui, di recente, è uscito il libro scritto dai suoi genitori, "Giulio fa cose") e lo porterò in scena ovunque, sperando che la sua storia arrivi là dove forse non sarebbe mai arrivata. E probabilmente, mentre lo farò, voi due sarete lì con la vostra mamma, la mia ragazza, nascosti da qualche parte, a guardarmi mentre cerco di cambiare il mondo con una storia, come faceva Giulio, il vostro fratellone che non avete conosciuto mai. E spero, un giorno, di incontrare i suoi genitori, di farveli conoscere, così vedranno con i loro occhi che – seppur di certo sarebbe stato tanto, tanto, tanto meglio se Giulio fosse ancora qui con noi – non è morto invano e vittima di continui depistaggi da parte dello stato egiziano. E spero che voi due piccoli miei, da grandi sappiate restituire un po' di quel che lui ha dato a tutte e tutti noi.

La verità vi prego su Giulio (Regeni), la Verità, vi prego.

PS  Nel frattempo in questi giorni continuo a scrivere su di lui, e continuo a scrivere questo spettacolo che viene dopo uno che ho scritto su Pino Pinelli, e un altro su Carlo Giuliani ed un altro ancora sulla piccola Jude Mustafa, che ha perso la sua vita in mare, come altri trentamila innocenti in questi ultimi 15 anni. Uomini, donne e bambini in difficoltà, "gli ultimi" a cui Giulio aveva dedicato parte della sua vita. E spero, cara Paola e caro Claudio, che non me ne vogliate se non vi ho chiesto nulla, ma ho sempre fatto così, ho troppo pudore del vostro infinito amore.

Con immensa gratitudine