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Morto a 60 anni Clemente Marconi, tra i più grandi archeologi italiani: guidò importanti scoperte a Selinunte

È morto a 60 anni Clemente Marconi, uno dei massimi archeologi italiani al mondo. Era stato professore a New York e protagonista di importanti campagne di scavi a Selinunte, in Sicilia.
L'archeologo Clemente Marconi
L'archeologo Clemente Marconi

È morto a 60 anni l'archeologo Clemente Marconi, docente alla New York University, protagonista di importanti campagne di scavi a Selinunte. La notizia è stata comunicata dalla moglie Rosalia Pumo al direttore del parco archeologico di Selinunte Felice Crescente, come riporta l'ANSA, a cui quest'ultimo ha detto: "Con la sua scomparsa "Selinunte perde uno dei suoi più autorevoli studiosi e un archeologo che ha dedicato decenni di ricerca, passione e rigore scientifico alla conoscenza e alla valorizzazione del nostro sito. La sua eredità continuerà a vivere negli studi, nelle scoperte e nella memoria di Selinunte".

Negli ultimi anni ci sono state scoperte importanti nel Parco siciliano grazie proprio all'archeologo. Nel 2023 fu ritrovato un nuovo tempio databile tra il 580 e il 570 a.C., grazie all'impegno e al lavoro di Marconi, che coordinava sessanta collaboratori e studenti che avevano condotto diverse indagini. Laureatosi in Studi Classici e Arte e Archeologia Greca e Romana presso l'Università di Roma La Sapienza, l'archeologo aveva conseguito il dottorato di ricerca in Arte e Archeologia Classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.

La sorella Carolina ha raccontato che nonostante la vita lo avesse tormentano con problemi di salute, lui "ha sempre lottato come un leone, e la vita gli ha dato una moglie e due figli stupendi. Gli ha dato un lavoro che adorava, sempre in movimento fra New York, Roma, Milano e l'amata Selinunte. Ora è in pace, insieme a papà e a tutti gli altri cari che non ci sono più". L'archeologa Angela Bellia ha detto di lui che ha "aperto nuove strade nella ricerca e di aver proposto letture inedite. Ma al di là della sua immensa caratura accademica, era di una generosità rara. Lo è stato con me come lo era con tutti, dimostrando un'attenzione speciale e un grande supporto specialmente verso i più giovani ricercatori e ricercatrici".

Il professore aveva compiuto importanti scoperte nell'Acropoli del Parco archeologico, lui che era specializzato proprio nel Mediterraneo antico. Aveva insegnato dal 1999 al 2006 alla Columbia University; successivamente era passato all'Institute of Fine Arts della New York University e dal 2017 presso l’Università degli Studi di Milano. Marconi era a capo della missione a Selinunte dal 2006. Nel 2019 è stato Visiting Professor presso l’Australian Archaeological Institute ad Atene e nel 2010-2011 è stato Elizabeth A. Whitehead Professor presso l’American School of Classical Studies ad Atene.

Di sé raccontava che i principali interessi di ricerca erano l'arte e l'archeologia greca e romana antica, con particolare attenzione all'arte e all'architettura greca dei periodi arcaico e classico nella sua dimensione mediterranea. Il professore diceva di seguire un approccio ermeneutico "sostenendo una più stretta interazione tra lo studio dell'arte antica e discipline come la semiotica, l'antropologia e l'ermeneutica". Nella sua carriera ha pubblicato libri sull'urbanistica, l'architettura, la scultura e la pittura greca arcaica e classica e ha partecipato attivamente al rimpatrio, in Sicilia, di importanti opere d'arte greca. Un'attività che lo aveva portato a essere uno degli archeologi italiani più stimati al mondo.

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