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Michele Bravi contro le major: “Fanno firmare patti di sangue ai giovani, il mercato discografico è morto”

Michele Bravi attacca il sistema discografico: “Con le major patti di sangue, il mercato è morto”. Poi la delusione dell’ambiente musicale e il ringraziamento a Fedez e Tiziano Ferro.
Michele Bravi, Festival di Sanremo 2026
Michele Bravi, Festival di Sanremo 2026

Michele Bravi ha ricordato negli scorsi giorni una parte del suo percorso musicale, la firma del primo contratto discografico con una major. Si è anche esibito in una riflessione sul mercato discografico, definendolo "completamente morto". Ospite dello Spot Music Fest, ma più precisamente del podcast Spot, condotto da Michele Monina e dal direttore di All Music Italia Massimiliano Longo, Bravi ha sottolineato come il meccanismo discografico, nei suoi primi anni di carriera, abbia intrappolato anche lui.

Il successo post X Factor 2013 e la firma con l'etichetta

Infatti, dopo la vittoria a X Factor 2013, il cantante ha distribuito la propria musica con Sony Music Italy. Proprio il primo progetto, "La vita e la felicità", raggiunse nelle settimane successive anche il 23° posto in classifica FIMI. Nel frattempo, Bravi nel podcast ha svelato: "Tutte le volte che sento che un giovane ha firmato questi patti di sangue con le major, l’ho fatto anch’io purtroppo perché nessuno me l’aveva spiegato, si ritrovano sempre a dover tirare fuori con grande fatica dei soldi di tasca propria e si ritrovano a non essere proprietari del proprio lavoro. È per quello che la discografia va avanti, perché trova sempre i piccoli pesci che fanno una montagna".

L'addio a Sony Music Italy dopo "A passi piccoli"

L'anno seguente, Bravi pubblicò il suo album d'esordio con Sony Music, "A passi piccoli". Il progetto vide la collaborazione di firme come Giorgia, Luca Carboni, Tiziano Ferro, Daniele Magro, Piero Romitelli, Emilio Munda e Federico Zampaglione. L'uscita di "A passi piccoli" segnò la fine del suo rapporto con l'etichetta discografica. Già l'anno successivo Bravi pubblicò il suo primo EP, interamente in lingua inglese e con testi scritti da lui e la produzione di Katoo. Si tratta di "I Hate Music", che gli permise anche di risalire sul palco della finale di X Factor 9 con "Sweet Suicide".

La riflessione sulla discografia e il mondo della musica live

Durante la sua riflessione sulla firma con un'etichetta major, Bravi ha sottolineato: "Pensate alla qualità di quello che volete fare. Non regalate il vostro nome semplicemente perché dietro c’è un marchio importante che vi fa sentire importanti. L’importanza ve la dà il pubblico". La firma dei giovani talenti con un'etichetta sembra solo uno dei problemi che affliggono l'industria discografica, secondo Bravi, che riflette anche sulle remunerazioni del mercato discografico, ormai nulle, in confronto al settore della musica dal vivo: "La discografia in questo momento, per quanto raccontino, è un mercato completamente morto. L’unico mercato che il pubblico ha fatto ripartire è quello della musica dal vivo".

Le tensioni sanremesi, le delusioni nell'ambiente musicale e il ringraziamento a Fedez e Tiziano Ferro

Nel frattempo, Bravi è stato anche ospite del podcast "Non lo faccio x moda", condotto da Giulia Salemi, parlando delle delusioni avute nella comunità musicale: "Ci sono diverse persone del mio ambiente che mi hanno deluso. Non mi far fare dei nomi, non posso, ho paura di rivederli a breve. Però tra quelli che ho in mente non ci sono persone che hanno fatto Sanremo con me". Proprio sul tema sanremese, ha sottolineato come quest'edizione abbia avuto un clima più sereno e disteso, rispetto alle precedenti partecipazioni. Ma soprattutto ha ringraziato Fedez e Tiziano Ferro per ciò che hanno fatto per lui, con il cantante di Latina "fondamentale" per la sua carriera: "Lui è il mio preferito in assoluto. Perché a lui devo tutto, se non fosse stato per lui non so nemmeno se la mia carriera sarebbe mai partita davvero".

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