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Emmanuel Carrère: “Con l’AI forse nessuno scrittore è insostituibile. Cisgiordania? Se ne parla poco”

Lo scrittore francese presenta “Kolchoz” a Roma: dalla guerra in Ucraina alla Palestina, fino ai dubbi sull’intelligenza artificiale e la scrittura: “Gli scrittori si raccontano di avere qualcosa di specifico a cui nessuna intelligenza artificiale potrà mai arrivare, forse è un’illusione”.
Emmanuel Carrère – ph Giulio Lapone:LaPresse
Emmanuel Carrère – ph Giulio Lapone:LaPresse

Emmanuel Carrère è diventato uno standard per quanto riguarda la letteratura internazionale. Usa la non-fiction mescolandola al reportage e all'autobiografia per creare un genere che forse dovrebbe prendere proprio il suo nome. Il suo ultimo libro, pubblicato sempre da Adelphi, si chiama "Kolchoz" ed è una saga familiare, la sua. Carrère, infatti, parte dalla morte della madre, Hélène Carrère d'Encausse, storica e scrittrice francese di origini russe e georgiane, nonché membro dell'Académie française, per raccontare la storia della propria famiglia che aveva già accennato in "Un romanzo russo". Il libro sul nonno paterno che lo aveva portato proprio a scontrarsi con la figura materna. Ma lo scrittore francese riprende soprattutto un lungo lavoro genealogico fatto dal padre e ritrovato dopo la sua morte. Nello scrivere questo libro, Carrère ha spiegato di aver "provato una tristezza allegra, nonostante parlasse di lutto"

La famiglia di Carrère è un incrocio di nazionalità, arte, lingue, estrazioni sociali. In quest'albero genealogico allargato ci sono musicisti, presidenti della Repubblica, diplomatici, ma anche nobili decaduti, expat, assassini di Rasputin, un insieme di cose che deve essere stato difficile riassumere in un solo libro. "Kolchoz" è un lavoro che potrebbe aprire ad altri dieci libri spin off su alcuni dei personaggi – reali – che lo animano. E la mano di Carrère riesce ad affabulare e rendere tutto straordinariamente letterario. Oggi lo scrittore – che è di stanza a Roma – ha presentato in Italia questo romanzo, incontrando i giornalisti e parlando di tutto, dai suoi articoli su Emmanuel Macron a Giorgia Meloni, passando per la Palestina.

Della madre ha detto che ha vissuto la propria morte con dignità, che è stato il coronamento della propria vita. "Io non penso di dover ricorrere alla religione per affrontare la morte dei miei genitori, morti a un'età adeguata; non ho avuto la consolazione della fede – ha spiegato rispondendo a una domanda -. Io penso che non bisogna credere in tutto, in Dio come essere superiore, ma bisogna credere al Vangelo dove non c'è la fede ma lezioni di vita". Lo scrittore ha ascoltato le domande in italiano, comprendendole, ma ha preferito rispondere in francese. Lo scrittore, ammiratore di Macron, ha spiegato che non conosce abbastanza bene la politica italiana per affrontare un ritratto della presidente del Consiglio, ma la sua simpatia nasce dal fatto che "sostiene l'Ucraina: per me è un criterio con cui giudico i politici".

In Ucraina Carrère c'è stato per lavoro: "Sono andato per girare un documentario sui treni e intervistavamo le persone che frequentavano questi treni per andare da Kyiv al fronte. È bello intervistare le persone sui treni perché ci si dedica molto tempo, ma sono stato colpito da un lato dall'eroismo di queste persone, dall'altro dalla stanchezza estrema. C'è questo sentimento che ti porta a dire ‘continuiamo con questo eroismo, altrimenti i morti che ci sono stati non servono a nulla' e dall'altra parte a dire: ‘Non torneremo alle frontiere che c'erano prima della guerra'". E a proposito di lavori all'estero e reportage in zone di guerra, lo scrittore di libri come "L'avversario", "Limonov", "Vite che non sono la mia", ha raccontato di un suo viaggio in Cisgiordania: "Se ne parla poco, ci sono stato a febbraio per fare un reportage ma ancora non l'ho scritto, non sono stato in grado di farlo, arriverà il momento in cui avrò la distanza giusta per scrivere".

Successivamente ha aggiunto, a proposito del mestiere dello scrittore: "Ci sono due tipologie di giornalisti, gli opinionisti e gli analisti, e poi quelli che fanno reportage sul campo. Io appartengo alla seconda categoria, vado a vedere cercando di non avere pregiudizi". Carrère ha anche affrontato la crisi dei lettori, facendo riferimento a sua figlia minore, ventenne, che è molto intelligente ma non ha il libro come vettore principale per interpretare il presente, mentre sull'intelligenza artificiale ha spiegato: "Gli scrittori si raccontano di avere un aspetto di magia o qualcosa di specifico a cui nessuna intelligenza artificiale potrà mai arrivare e che non potrà essere sostituito, ma forse è un'illusione".

Emmanuel Carrère sarà in tour:

  • PISTOIA, 3 GIUGNO. Mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 17.30, al Teatro Bolognini di Pistoia, Emmanuel Carrère riceverà il Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia 2026, giunto alla sua X edizione. A seguire, l’autore di Kolchoz sarà protagonista dell’incontro Il corpo della scrittura, in dialogo con Paolo Di Paolo.
  • FIRENZE, 3 GIUGNO. Mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 21, Emmanuel Carrère sarà ospite del Festival La Città dei Lettori al Teatro della Pergola di Firenze, in un incontro con Valerio Aiolli. L’ingresso è gratuito con registrazione obbligatoria su lacittadeilettori.it.
  • NAPOLI, 18 GIUGNO: prenotazione Foqus, con le librerie Feltrinelli.
  • PROCIDA, 20 GIUGNO: Sabato 20 giugno 2026, alle ore 10.30, ai Giardini di Santa Margherita di Procida, nell’ambito del festival Procida Racconta (17–21 giugno), ideato e diretto da Chiara Gamberale, Emmanuel Carrère presenterà Kolchoz in dialogo con Emanuele Trevi.
  • ROMA, 21 GIUGNO: Domenica 21 giugno 2026, allo Stadio Palatino di Roma, Emmanuel Carrère sarà protagonista della XXV edizione del Festival Internazionale delle Letterature di Roma, su invito dell’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio.
  • RIMINI, 23 GIUGNO. Martedì 23 giugno 2026, alle ore 21, in Piazza sull’Acqua a Rimini, nell’ambito di Biglietti agli amici, si terrà l’incontro “Il romanzo del reale”, con Emmanuel Carrère in dialogo con Eva Giovannini.
  • MODICA, 25 GIUGNO. Giovedì 25 giugno 2026, alle ore 21, presso la Scalinata San Giorgio di Modica, nell’ambito del Festival Scenari, Emmanuel Carrère presenterà Kolchoz in dialogo con Girolamo Grammatico.
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