video suggerito
video suggerito

Afghanistan, la nuova legge dei talebani: “Il silenzio di una vergine oggi vale come consenso al matrimonio”

Emanata dai talebani una nuova normativa che, ancora una volta, lede i diritti delle donne. In un un articolo si legge che “il silenzio di una ragazza vergine può essere interpretato come consenso al matrimonio”. A Fanpage.it parla Luca Lo Presti, presidente di Pangea Onlus: “In 20 anni nessuno ha investito per cambiare la cultura nel Paese”.
Intervista a Luca Lo Presti
fondatore e presidente Fondazione Pangea Onlus.
Donna afghana per le strade di Herat.
Donna afghana per le strade di Herat.

"Il silenzio di una ragazza vergine, dopo la pubertà, può essere interpretato come consenso al matrimonio". È quanto stabilisce l'articolo 7 della nuova normativa "Principi di separazione tra coniugi" emanata dal governo talebano in Afghanistan.

Una disposizione che non si applica ai ragazzi o alle donne precedentemente sposate. Il nuovo decreto regola lo scioglimento dei matrimoni, concede ampi poteri ai tribunali religiosi, che possono ricorrere alla reclusione e alle punizioni fisiche per far rispettare le sentenze, e consente i matrimoni infantili in determinati casi.

Ancora una volta a venir lesi gravemente sono i diritti delle donne che, dall'agosto del 2021, quando i talebani hanno ripreso il controllo del Paese mettendo in fuga le forze internazionali e ponendo fine a 20 anni di presenza occidentale in Afghanistan, si sono viste limitare ogni giorno di più la loro libertà.

Tra gli articoli della nuova normativa si legge che "il matrimonio di un minore, maschio o femmina, combinato da parenti diversi dal padre o dal nonno, è legalmente valido, purché gli sposi siano socialmente compatibili e la dote adeguata" (articolo 5).

Donne afghane – immagine di repertorio.
Donne afghane – immagine di repertorio.

Il minore, raggiunta la pubertà, può chiedere l'annullamento, ma solo passando da un'ordinanza del tribunale. In un Paese in cui le donne non possono studiare, lavorare o muoversi liberamente senza essere accompagnate da un familiare di sesso maschile, per loro sarà sempre più difficile presentarsi di fronte a un giudice.

"Noi ci stupiamo, ma i talebani stanno facendo i talebani. La comunità internazionale ha voluto rimetterli al comando di una nazione che ha abbandonato dopo 20 anni di spese militari inutili perché non hanno portato a un fattore di evoluzione culturale del Paese", dice a Fanpage.it Luca Lo Presti, fondatore e presidente di Pangea Onlus che dal 2003 opera in Afghanistan.

"La cosa grave è che quello che è stato sempre messo in pratica come usanza tribale ora stia diventando legge. Come possiamo immaginare che una donna si presenti di fronte a un giudice, se non può nemmeno uscire di casa non accompagnata?", aggiunge.

Come ci spiega il presidente, sono stati spesi 3.7 trilioni di dollari per occupare il Paese militarmente, "ma non è stato speso nulla per portare una cultura differente, solo le Ong hanno lavorato su questo fronte. È stata combattuta una guerra inutile per lasciare l'Afghanistan peggio di come stava prima".

A parte qualche sporadico tentativo di puntare di nuovo i riflettori da parte dei media e delle organizzazioni, sui diritti violati delle donne afghane dopo il ritorno dei talebani è calato il silenzio da parte delle istituzioni internazionali.

Donne afghane – immagine di repertorio.
Donne afghane – immagine di repertorio.

"In questo periodo la Comunità Europea sta dialogando con rappresentanti del governo talebano per contrattare il rientro di persone afghane che si trovano nei nostri Paesi. Tutto questo sta accadendo senza mettere sul piatto i diritti delle donne o i diritti umani", commenta ancora Lo Presti.

"È stato detto che i fondi per la cooperazione internazionale verranno ridotti perché i talebani non vengono incontro alle richieste che vengono fatte loro, ma di questo ‘ricatto' al governo afghano non interessa. Chi verrà penalizzato davvero sarà chi lavora in questo campo, come Pangea, e cerca di tutelare i diritti delle donne nel Paese", aggiunge.

"Sapevamo benissimo che cosa avrebbero fatto i talebani, ciò che è drammatico che tutto questo venga normato. – ribadisce il presidente – In 20 anni nessuno ha investito per cambiare la cultura nel Paese e oggi si tratta con i talebani senza parlare del fatto che le donne nel Paese non possono nemmeno studiare, lavorare e uscire di casa liberamente".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views