
Dov’eravate tutti? Dov’eravate voi che ora condannate il ministro israeliano Itamar Ben Gvir per aver mostrato un video in cui gli attivisti della Flotilla rapiti dal governo israeliano in acque internazionali sono filmati in ginocchio e irrisi in diretta social. Perché no, cara Giorgia Meloni e cari indignati a scoppio ritardato, di inammissibile e inaccettabile non c’è solo l’orribile trattamento riservato a quegli attivisti da un ministro del governo di Benjamin Netanyahu.
Di inammissibile e inaccettabile, andando a ritroso, c’è l’assalto piratesco in acque internazionali di una missione umanitaria portata avanti da membri della società civile, con un abbordaggio in acque internazionali, in spregio a ogni diritto internazionale.
Di inammissibile e inaccettabile c’è la complicità della Grecia, Paese membro dell’Unione Europea che ha aiutato Israele ha compiere un atto di pirateria e di violazione dei diritti umani su barche italiane, contro cittadini italiani, nel silenzio assenso del nostro governo.
Di inammissibile e inaccettabile ci sono le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, che aveva definito questa missione come “propaganda a basso rischio”.
Di inammissibile e inaccettabile ci sono gli accostamenti degli attivisti della flotilla a fiancheggiatori di Hamas portate avanti da politici e giornali della destra italiana, che hanno dato legittimità alle azioni di Ben Gvir.
Di inammissibile e inaccettabile c’è un ministro degli esteri come Antonio Tajani che di fronte a un analogo atto di pirateria e di un analogo rapimento in acque internazionali, mesi fa, disse che “il diritto internazionale vale fino a un certo punto”.
Di inammissibile e inaccettabile c’è un governo che ai nostri connazionali della prima Flotilla assaltati, rapiti e deportati da Israele, nemmeno paga il biglietto di ritorno a casa, lasciando che sia la Turchia a farlo.
Di inammissibile e inaccettabile c’è il razzismo di Stato di Israele che si sostanzia nella nuova legge che prevede la pena di morte per i soli palestinesi, legge voluta proprio da Ben Gvir e dal suo partito, legge contro cui il governo italiano non ci risulta abbia speso una parola.
Di inammissibile e inaccettabile c’è che l’Italia partecipi ancora – legittimandone l’esistenza e il ruolo – al Board of Peace di Trump e Netanyahu in qualità di osservatore, e che in questi mesi di “osservazione” non abbia detto nulla su come vengono trattati i palestinesi a Gaza.
Di inammissibile e inaccettabile c’è che Fratelli d’Italia, attraverso il partito europeo dei riformisti e dei conservatori, sia ancora alleato con il Likud, il partito politico di Benjamin Netanyahu, primo ministro del governo di cui Itamar Ben Gvir fa parte.
Di inammissibile e inaccettabile c’è che i partiti della destra italiana, a Bruxelles e Strasburgo, hanno sempre votato sempre contro la cancellazione dell’accordo di associazione tra Unione Europea e Israele.
Di inammissibile e inaccettabile c’è la giustificazione, la minimizzazione, la legittimazione costante di quanto Israele ha fatto a Gaza e agli abitanti civili della Striscia, che lo vogliate chiamare genocidio o meno.
Di inammissibile e inaccettabile c’è quel che ha fatto Israele a Gaza, che andava condannato dal giorno uno, e che voi avete invece sempre giudicato legittimo, giusto, necessario in risposta degli attentati del 7 ottobre.
Di inammissibile e inaccettabile, infine, c’è l’ipocrisia di voi che oggi, un po’ per conformismo, un po’ per dovere, un po’ per un pugno di voti, definite quel che ha fatto Ben Gvir, inammissibile e inaccettabile.
Di inammissibile e inaccettabile c'è che non vi venga nemmeno di chiedere scusa.